Dal Quartier Generale. L'ultimo bollettino dell'eroica difesa della stirpe italica. Ed europea.
L'abbiamo promesso al nostro amico, ed ogni promessa è debito, per noi. Così eccoci qua a parlare di primarie. In assenza di meglio, è questo il grande tema che ballonzola tra le file del centrosinistra. Ma speriamo di non doverlo fare più.
L'orgoglio nazionale a corrente alternata. In compenso, le umiliazioni internazionali dell'estrema destra italiana sono a corrente continua. Non passa giorno senza doversene vergognare davanti al mondo. E' questo il meglio che Gioggia ha saputo produrre.
Non abbiamo mai tifato Belgio in modo tanto partecipato. E continueremo a farlo, da adesso, ancora di più. Perchè il 19 luglio potrebbe svolgersi la diretta più spettacolare del secolo.
Italiani! All'astuto e dondolante istrione d'oltreoceano, che con barbareschi e plutocratici cavilli invocava l'ignobile istituto dell'ordine restrittivo, l'italica donna, madre e cristiana ha risposto col silenzio granitico della stirpe! Sprezzante del biondo e minaccioso pericolo, con maschia volontà e fiera indifferenza, Ella ha tirato diritto lungo la via del dovere, ignorando le moleste provocazioni dello straniero. Un fulgido esempio di italico contegno: non curarsi del baccano transatlantico, camminare a testa bassa e... farsi i fatti propri!
Mark Rutte, olandese. Il suo «capolavoro» davanti a Trump non è andato granchè bene. Perchè, come sanno tutti gli studenti, prima di presentarsi all'esame occorre studiare.
Bentornato a Gianni Alemanno. L'homo antiquus che mancava nella collezione di Vannacci. Avanti con la sporca dozzina: adesso ne mancano solo undici.
Da «rule Britannia» a «ruin Britannia», e senza passare dal «VIA!». E' trascorso appena un decennio, e la Brexit presenta già un conto. Disastroso. Della serie: come farsi male da soli, sognando l'impero che fu.
Come aver inventato il diritto e ritrovarsi, un paio di millenni dopo, a subire la lezione che ci viene dalla Libia. Cicerone si sta rivoltando nella tomba.
Le confessioni di Yisrael Yisraeli, il cittadino israeliano ultraortodosso, che si sente tradito dall'amico americano.
Le confessioni di John Smith, il cittadino americano medio, sballottato da un comunicato all'altro.
Aggiornamento dal super candidato al premio Nobel per la pace. Donnie ha messo nel mirino Cuba. L'isola che, da decenni, rappresenta il simbolo di ciò che gli Stati Uniti non potranno mai essere. Il conto alla rovescia è già iniziato.
Poche parole, ma chiarissime anche per i non esperti. Perchè la salute riguarda proprio tutti. Ed è diritto costituzionale. Il servizio pubblico deve curare tutti. E bene.
Le falsità e le ipocrisie italiane ed europee nei confronti dei massacri compiuti da Israele. Secondo la street artist Laika. La storia non dimenticherà.
Moni Ovadia, ancora una volta, descrive l'orrore del sionismo. Il mito della grande Israele genera mostri. Ma, soprattutto, morte.
L'accecamento. Un'altra delle numerose mostruosità perpetrate dal regime iraniano contro la popolazione. Ma il messaggio che arriva dalle vittime è un insegnamento per tutti noi. Si può perdere la vista, ma non la visione.
Una eccezionale Irene Montero, nel parlamento UE, smaschera le ipocrisie europee su Israele.
Nostalgici? C'è un regalo per voi. Al sapore di un cinegiornale d'epoca. Giusto il tempo di commuoversi un po'. Le parole però, quelle, sono attualissime. Il regalo ve lo fa direttamente Matteo Renzi e la sua Italia Viva.
Moriva 10 anni fa, Marco Pannella. Un personaggio esagerato. Nelle battaglie, nel coraggio, nelle idee. Un gigante rispetto ai tanti quàquaraquà di oggi. Avremmo ancora bisogno di lui. Tanto.