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Martedì, 07 Luglio 2026
Politica

Make FIFA Great Again

Italiani! All'astuto e dondolante istrione d'oltreoceano, che con barbareschi e plutocratici cavilli invocava l'ignobile istituto dell'ordine restrittivo, l'italica donna, madre e cristiana ha risposto col silenzio granitico della stirpe! Sprezzante del biondo e minaccioso pericolo, con maschia volontà e fiera indifferenza, Ella ha tirato diritto lungo la via del dovere, ignorando le moleste provocazioni dello straniero. Un fulgido esempio di italico contegno: non curarsi del baccano transatlantico, camminare a testa bassa e... farsi i fatti propri!
Di mm GIOVEDì, 03 SETTEMBRE 2026
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Giorgia non se la deve mica prendere, ci mancherebbe. Conosciamo tutti Donnie, suvvia. Ed il «restraining order needed» potrebbe trasformarsi persino in una medaglietta. Della serie: dopo tante figuracce internazionali, tutto fa brodo. Ma ci deve lavorare per bene, ecco.


Comunque da italiani (e non certo da meloniani) siamo venuti in possesso di documenti riservatissimi inseriti nei registri del tribunale psichico di Trump, ed abbiamo fatto delle scoperte importanti che, però, non ci sorprendono più di tanto. Insomma: Donald ha già depositato, in questo tribunale speciale, ingiunzioni assai più urgenti di quella recapitata a Giorgia.


L'abbiamo visto noi: esiste un ordine restrittivo contro la coerenza sintattica: un giudice federale ha stabilito che i verbi, i soggetti e i predicati devono rimanere ad almeno 500 metri dai discorsi pubblici di Donald Trump, pronuncia di nomi e parole compresa. Ogni volta che Trump inizia una frase, la grammatica è costretta per legge a scappare nella contea vicina.

Poi abbiamo trovato anche un formidabile divieto di avvicinamento per la democrazia elettorale. Pare che Donnie abbia testimoniato: «Vostro Onore, mi perseguita. Si ostina a voler contare anche i voti degli altri. Una vera stalker. Ne esigo l'allontanamento immediato dai miei seggi».

Infine, e ci sembra significativo, abbiamo trovato anche un'ingiunzione d'emergenza contro la sanità mentale. Si vocifera che essa abbia tentato di avvicinarsi a lui intorno alla fine degli anni '80 ma, intrepidamente, sia stata prontamente respinta dai suoi avvocati. Incompatibilità ambientale, hanno motivato.


E così, mentre Donald fantastica di ordini restrittivi internazionali per gestire la sua (ex) groupie preferita, continua a risultare imbarazzante il suo concetto di rispetto delle regole. Che, trattandosi del presidente iu-es-ei, eravamo abituati a dare per scontato.

Sentite qua: siamo nel pieno del mondiale. Un attaccante della nazionale yankee, in un impeto di eccessivo patriottismo, entra a piedi uniti su un difensore avversario. Il VAR non perdona: cartellino rosso e squalifica. E che ti fa Donnie? Impugna il telefono e chiama direttamente i vertici della FIFA. 


In via del tutto esclusiva, siamo riusciti a procurarci la registrazione di questa telefonata. Vi trascriviamo la parte senza bestemmie e parolacce:

«Pronto, Gianni? Ciao, sono io: il tuo presidente preferito. Ascolta, quel cartellino rosso è una fake news. È una vera e propria caccia alle streghe orchestrata da un arbitro che è chiaramente un marxista radicale finanziato dai poteri forti. Il mio ragazzo non ha fatto nulla di male. È stato un contrasto perfetto, bellissimo. Forse il più bel contrasto dai tempi di Abramo Lincoln. Nessuna collusione con l'attaccante avversario. Revoca subito la squalifica, o domani mattina firmo un ordine esecutivo per mettere un dazio del 300% su tutti i palloni da calcio, tutti i fischietti e tutti i dannati formaggi svizzeri».


Detto fatto. L'ordine restrittivo per il calciatore USA è stato cancellato. Invece quello per la povera Giorgia è rimasto in vigore.

Nel frattempo, che qualcuno chiami la sicurezza! La realtà sta cercando di nuovo di scavalcare il muro di Mar-a-Lago!


Non sarà il caso di emettere un nuovo ordine restrittivo?