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Martedì, 19 Maggio 2026
Politica

Ciao Marco

Moriva 10 anni fa, Marco Pannella. Un personaggio esagerato. Nelle battaglie, nel coraggio, nelle idee. Un gigante rispetto ai tanti quàquaraquà di oggi. Avremmo ancora bisogno di lui. Tanto.
Di mm SABATO, 05 SETTEMBRE 2026
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Oggi, 10 anni fa, moriva Marco Pannella. Non ci dispiace ricordarlo qui, approfittando anche del bel profilo col quale, qualche giorno fa, Stefano Folli lo ha ricordato su Repubblica.


Pannella è stato un personaggio vero, amato anche da chi non ha mai accompagnato le sue battaglie. In una Italia raccontata sempre, e giustamente, come un paese moderato, Pannella ha saputo rappresentare una felicissima eccezione. Ed ha saputo interpetrarla, semplicemente, ribaltando il carattere peggiore della moderazione italica. Che è sempre stata una specie di zona cuscinetto, una zona grigia che ha impedito e continua ad impedire il coraggio di prendere decisioni vere. Insomma di schierarsi, oltre la prudenza e la necessità di riflessione. In Italia è sempre stata questa la cifra della moderazione: una specie di immobilismo che ci ha sempre impedito di fare le cose che dovevano essere fatte. Ma la vita, e soprattutto quella politica, acquista senso proprio nel momento in cui si ha il coraggio di farle, le scelte. Quando si accetta il rischio di schierarsi, per arrivare a fare. A cambiare la vita e la storia


Ecco. Marco Pannella ha avuto proprio questo coraggio: quello di schierarsi. Ha saputo sempre rompere gli schemi dell'immobilismo (falsamente) riflessivo per puntare all'obiettivo vero. Le sue battaglie hanno sempre avuto un sapore un po' puerile, come di cose non essenziali, perchè puntavano invece proprio l'essenzialità del nostro essere umani. La giustizia, la fame, la libertà di parola: battaglie spesso considerate esagerate, non attinenti alla quotidianità del paese reale. Eppure sono proprio queste le battaglie che avremmo dovuto vincere, insieme e grazie a Pannella, in quanto basi fondamentali ed ineliminabili sulle quali costruire il futuro della nostra attuale realtà


C'è anche un'altra, immensa qualità nell'azione politica di Pannella: la sua capacità di non farsi ingabbiare dalle rigidità ideologiche. Proprio perchè le sue battaglie riguardavano le basi fondamentali del senso della nostra vita, della nostra libertà, della nostra democrazia, esse sono state sempre combattute per il loro valore profondo, disponibile per tutti, e non certo perchè una parte politica le usasse come bandierine per ottenere consenso.

Insomma Marco Pannella è  stato uno spirito libero, imprevedibile e capace di rompere quegli schemi rigidissimi che hanno caratterizzato la storia del nostro paese, sostituendo con gl'ideali dell'umanitarismo quelli dell'ideologia politica.


Pannella non è mai stato un moderato. Anche scenograficamente, ha saputo interpretare alla perfezione il ruolo di schiaffeggiatore delle falsità piccolo borghesi, così come di certo perbenismo cattolico pieno zeppo solo di falsità retoriche. E non è mai andato alla ricerca della famigerata pancia dell'elettorato. Le sue battaglie hanno sempre avuto una enorme spinta ideale che non ha mai avuto l'obiettivo di piacere agli elettori per conquistarne il consenso.


Ha saputo interpretare la democrazia per quello che effettivamente è, od almeno dovrebbe essere: non un rito burocratico, ma un corpo vivo da ossigenare quotidianamente a colpi di battaglie civili, in nome di un garantismo intransigente e di una difesa ostinata dello stato di diritto. Per lui, al di là delle strutture ideologiche, contavano sempre e prima di tutto gli uomini.


E' questa straordinaria attenzione all'umano che, oggi, ci manca di più. Ci manca la sua visionarietà, capace di non vergognarsi mai di lottare ostinatamente per i nostri diritti fondamentali. Quelli che diamo per scontati anche nel momento in cui ne siamo privi. Crediamo che la sua lezione sia stata bellissima: non accontentarsi mai. Non chiudere mai gli occhi di fronte alle innumerevoli offese che questo terribile neocapitalismo infligge all'umanità. Avere il coraggio e la volontà di credere che è questa la base valoriale che dobbiamo difendere.


Grazie Marco.