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Martedì, 16 Giugno 2026
Politica

Una pace di carta e cenere

Le confessioni di Yisrael Yisraeli, il cittadino israeliano ultraortodosso, che si sente tradito dall'amico americano.
Di mm GIOVEDì, 03 SETTEMBRE 2026
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E l'Eterno disse a Giosuè: «Non lasciare in vita nulla che respiri». La frase richiama la pratica del Cherem (l'anatema o lo sterminio consacrato a Dio) descritta nel Libro di Giosuè. Durante la conquista della Terra Promessa (Canaan), fu ordinato di distruggere completamente intere città senza fare prigionieri. E' il simbolo di una guerra senza pietà e senza limiti, fino alla cancellazione fisica del nemico.   E invece, via mail, firmano contratti. Guardo da Gerusalemme il confine settentrionale, il Libano del Sud che deve essere nostro oltre il Litani, e piango per questa bestemmia diplomatica.


Avevamo il nemico in ginocchio. Gaza ridotta a un cumulo di macerie, un foglio bianco pronto per essere purificato e ripopolato. La Giudea e la Samaria pronte all'annessione totale. Hezbollah e Hamas a un passo dall'essere cancellati dal libro dei viventi. L'opera andava conclusa! E cosa fa l'America? Danza intorno al Vitello d'Oro È il simbolo biblico per eccellenza dell'idolatria e della perdita della fede, forgiato dagli ebrei mentre Mosè riceveva le Tavole della Legge. E' il tradimento spirituale: scegliere di adorare falsi dèi terreni invece di portare a termine la «volontà divina».   della diplomazia. Settimane di indecisioni blasfeme: un giorno promettono il fuoco di Sodoma sull'Iran, l'indomani elemosinano sconti e trattative sul pedaggio nello Stretto di Hormuz. Un tira e molla vigliacco, mentre qui versiamo sangue per la terra promessa.


Poi, il culmine dell'arroganza idolatra: la famosa amicizia americana svelata. Il faraone d'oltreoceano si erge a salvatore e si permette di rimproverare aspramente il nostro Primo Ministro. Sbandiera di averci salvato dall'annientamento nucleare nonostante le nostre azioni. Che presunzione insopportabile! Crede davvero che il suo inchiostro profano valga più del volere di Hashem? In ebraico, letteralmente: «il Nome». È il termine utilizzato quotidianamente dagli ebrei osservanti per riferirsi a Dio. Poiché la tradizione ebraica vieta di pronunciare invano il nome sacro e ineffabile di Dio (il Tetragramma biblico), si utilizza Hashem in segno di profondo rispetto.   Crede che scendere a patti con l'Amalek Nella Bibbia è l'arcinemico storico e spietato degli ebrei. Rappresenta l'incarnazione del male puro, tanto che la Torah comanda di «cancellarne la memoria». Il suo nome è usato per etichettare i nemici giurati (come l'Iran o Hamas) di cui si invoca l'annientamento totale, precludendo ogni possibilità di dialogo.   persiano sia un trionfo, intimandoci di non intralciare il suo patetico show elettorale?


Dicono che c'è l'accordo. Firme elettroniche, annunci e sorrisi in Svizzera. Ma quale pace? Le sirene non tacciono, i razzi restano puntati, e Teheran conserva il suo uranio nel sottosuolo. Questo accordo è la nostra sconfitta spirituale, un sacro lavoro lasciato a metà, una vile ribellione contro il nostro destino.


Abbiamo l'accordo, ma non c'è traccia di Shalom. In ebraico significa letteralmente «pace», ma esprime un concetto biblico e spirituale molto più ampio di completezza, interezza, armonia e prosperità (è usato quotidianamente in Israele anche come saluto per dirsi ciao o arrivederci).   Non ci può essere pace finché i nemici di Israele non saranno solo polvere. Hanno firmato una tregua con l'oscurità, a prezzo di saldo.