
Il massacratore
Ve lo possiamo dire? A noi pare davvero sconvolgente come esseri pensanti, ma anche umiliante come esseri umani, che l'individuo più importante del mondo si esprima così: «Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene». Questa è la frase che Trump ha rilasciato durante un'intervista alla CNN, in merito alla nuova offensiva militare in Iran. La frase originale, in inglese, è stata «We are slaughtering them. I think it's going very well». Nella retorica bellica in lingua inglese, un termine come «slaughtering» è usato colloquialmente per indicare una vittoria militare schiacciante sull'avversario. Qui da noi questo termine è stato associato all'Iran come nazione, anche se il contesto era rivolto alle forze militari del regime. Sia come sia, l'espressione è talmente di cattivo gusto che certe volgarità sarebbero mal tollerate persino in certi bar.
La narrazione dell'amico americano e della sua amministrazione, però, offre sempre lo spunto per tracciare una storia, un percorso. Che diventa interessante soprattutto per un motivo: non è mai lineare. Ciò che dice adesso sarà smentito dopo cinque minuti, contraddetto dopo dieci, completamente ribaltato dopo un quarto d'ora. Non ci credete? Partiamo da una domanda facile facile: ma l'Iran, sta benedetta bomba atomica, ce l'ha o non ce l'ha?
Aprile 2025
Nella primavera del 2025, durante i negoziati indiretti svoltisi in Oman e poi a Roma, l'amministrazione Trump aveva diffuso un cauto ottimismo sulla possibilità di un nuovo accordo diplomatico. Le trattative sembravano essere giunte ad un ottimo punto: «We are in negotiations with them. They want to make a deal». («Siamo in trattative con loro. Vogliono trovare un accordo»). Inoltre, commentando i colloqui, Trump si disse ottimista sul fatto che gl'iraniani avrebbero accettato di rinunciare definitivamente ad avere una bomba atomica: «never, ever have a nuclear material that will create a bomb» («non avere mai e poi mai materiale nucleare per creare una bomba»), aggiungendo che questa prospettiva era «completely new» («completamente nuova»). Inoltre, a fine aprile 2025, Trump dichiarò persino di essere possibilista per un incontro diretto con la guida suprema Ali Khamenei. Della serie: forse non è stata proprio una buona idea fargli consegnare l'invito da un missile aria-terra.
Giugno 2025
Dunque stava andando tutto bene? Macchè: indietro tutta, ragazzi. Infatti il 22 giugno, poco dopo la mezzanotte, gli Stati Uniti mettono a segno l'operazione «Midnight Hammer» («Martello di Mezzanotte»). Una massiccia e storica offensiva aerea condotta contro i siti nucleari iraniani. Con questa operazione Trump fece il suo ingresso ufficiale nella «Guerra dei 12 giorni», ossia il conflitto Iran-Israele iniziato pochi giorni prima, il 13 giugno, con gli attacchi preventivi israeliani.
Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth, durante la conferenza stampa al Pentagono, disse testualmente: «It was an incredible and overwhelming success» («È stato un successo incredibile e schiacciante»). E, forse in preda ad una specie di trance agonistica, aggiunse che il programma nucleare iraniano era stato «obliterated» («obliterato/spazzato via») e «devastated» («devastato»).
Dalla Casa Bianca il rilancio fu massiccio: i siti iraniani erano stati «completely and totally obliterated» («completamente e totalmente annientati/obliterati»). E pochi giorni dopo diffuse un documento intitolato «Iran's Nuclear Facilities Have Been Obliterated — and Suggestions Otherwise are Fake News» («Le strutture nucleari dell'Iran sono state obliterate - e suggerire il contrario è una Fake News»). Della serie: basta il titolo, ragazzi.
Magari vale la pena ricordare che ancora pochi giorni fa, nell'imminenza dell'attacco all'Iran, Trump ha ribadito lo stesso identico concetto: a giugno abbiamo obliterato il programma nucleare del regime iraniano.
Per chiudere la faccenda: l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), ma anche vari funzionari dell'intelligence USA (citati all'epoca dal New York Times) fecero notare che l'Iran stava effettivamente arricchendo l'uranio, ma non era al punto di costruire un ordigno nucleare. Trump, tuttavia, ha sempre respinto queste cautele dell'intelligence, accusando pubblicamente l'Iran di essere a un passo dall'atomica
Adesso anche le anime pie potranno comprenderlo chiaramente: per motivare le operazioni militari.

