
Tranquilli, saremo brevi.
Sappiamo bene che dopo settimane di dibattiti su separazione delle carriere, Alta Corte, sorteggi e riforme costituzionali, la vostra soglia di attenzione è scesa a livelli critici. Ormai, appena leggete la sigla CSM, vi viene l'istinto di buttarvi sotto un treno.
Quindi adesso non vi parleremo nè di articoli, nè di padri costituenti nè di sorteggi. Vi parleremo di un ristorante.
Immaginate di andare a cena nel «Ristorante Italia». Vi sedete, ordinate, e aspettate. Aspettate un’ora. Poi due. Poi, dopo tre anni e mezzo, il cameriere finalmente vi porta l'antipasto. Freddo. Anzi ghiacciato.
Questo è il problema della giustizia nel nostro paese: i tempi. Il servizio non è lento, è in letargo. E noi cittadini, che siamo i clienti, chiediamo solo una cosa al ristorante Italia, da decenni: «Per favore, fateci mangiare in tempi umani».
Ora è arrivata la nuova gestione del ristorante, l'attuale governo ultradestroide, che dice: «Cari clienti, abbiamo capito qual è il problema! Ed abbiamo la soluzione definitiva!»
Cosa fanno? Assumono nuovi camerieri? No. Comprano fornelli più efficaci? No. Assumono qualcuno per lavare i piatti che si accumulano nel lavello? Neanche per idea.
La loro brillante, epocale, rivoluzionaria soluzione per far arrivare prima la pasta è questa: tirare su un bel muro di cartongesso in mezzo alla cucina.
Sì, perché secondo loro il problema è che il cuoco che prepara il sugo (il Pubblico Ministero) e quello che cuoce la pasta (il Giudice) si parlano troppo. Vengono dalla stessa identica scuola alberghiera: dicono che è questo il problema. È inaccettabile! Quindi, da domani, due cucine separate. Due menù. Due spogliatoi. Due ricettari diversi.
E siccome non bastava, hanno creato anche la mitologica Alta Corte. Che cos'è l'Alta Corte nel ristorante Italia? È un nuovo, fantastico tavolo di super master chef, nominati in gran parte da chi gestisce il ristorante, che ha un solo compito: multare il cuoco se la carbonara è venuta male. O, magari, se ha osato dire che la carne comprata dal padrone era avariata.
Eccola l'assurdità. Il governo delle ultradestre ci sta chiedendo di sventrare la Costituzione per risolvere un problema di potere interno alla cucina, facendoci credere che questo farà arrivare la cena più in fretta. Ma moltiplicare le poltrone, creare due Consigli Superiori al posto di uno e aggiungere una nuova Corte non snellirà i tempi dei processi. Al contrario: li gonfierà. Suddividere i fornelli per i cuochi e raddoppiare i frigoriferi per le vivande non renderà il servizio più efficiente. Soprattutto, se il ristorante sarà costretto a prendersi dei cuochi estratti a sorte.
Ci dicono: «Eh, ma dovete votare Sì per avere una giustizia giusta, moderna ed efficiente».
Ma questa non è una riforma per i cittadini che aspettano giustizia. Questa è un'operazione che ha un solo obiettivo: vuole colpire i cuochi, mettere sotto controllo il piatto che ti arriva in tavola, mettere mano al menu del ristorante Italia, modificando a piacere il menu.
Noi votiamo ed invitiamo a votare NO. Non perché vogliamo continuare a ricevere un antipasto gelato. Neppure perchè siamo disposti a digerire fettuccine col sugo finto. Noi votiamo NO perché, se hai il tetto del salone che perde acqua, non risolvi il problema tagliando a metà il divano.
Votiamo NO per dire basta ai giochi di prestigio.
Votiamo NO per difendere il nostro diritto, banalissimo, di non essere presi in giro.
Viva la Costituzione italiana. Viva la democrazia.

