
Anagni ce l'ha fatta.
Quante volte, anche solo per organizzare una pizza con gli amici, avete passato giornate intere a mediare, cancellare orari, cambiare prenotazioni? Ecco. Sabato 14, presso la magnifica Sala della Ragione, è andato in onda il secondo ed ultimo incontro organizzato dal Comitato locale per il NO al referendum costituzionale. Che è riuscito a portare in questa città magistrati, giudici, avvocati: una selezione fra i migliori professionisti che si occupano di giustizia. La loro disponibilità è stata fondata sul senso di responsabilità e di affidabilità che il Comitato ha saputo dimostrare sul campo, perchè nessuno sarebbe arrivato, se non si fosse percepita l'autentica partecipazione civica di tutto il Comitato. Insomma: questione di credibilità. Dunque il primo messaggio che, dal Comitato, arriva alla città è semplice e diretto: comunque finirà, è stato un bellissimo esempio di passione civile. La dimostrazione che, anche in questa città, può ancora essere possibile lavorare per un obiettivo di altissimo profilo, com'è la difesa della Costituzione Italiana.
Ma mettere intorno allo stesso tavolo tante persone differenti, ricche di tante anime diverse, poteva essere scommessa persa. In partenza. Potete parlare di sensibilità diverse, se vi piace di più. In soldoni, significa che all'interno del Comitato sono transitati esponenti diretti di partiti, simpatizzanti di questo e di quello, sbandieratori dell'impegno civico che si oppone ai partiti, cittadini che si impegnano senza alcun impegno politico, pasdaran ecologici che si sono momentaneamente trasferiti dalla difesa della natura a quella della Costituzione, ed ancora altri che, ancor più semplicemente, hanno sentito l'importanza profonda di questo referendum. Tutti costoro hanno trovato il modo di confrontarsi, di organizzarsi, di suddividersi il lavoro in nome di un obiettivo comune: il NO convinto a questa controriforma costituzionale. Insomma: il Comitato ha saputo unire. Ha saputo condividere. Innanzitutto, l'amore per la nostra Costituzione e la nostra democrazia, che mai sono state sotto attacco in maniera così scientificamente organizzata.
Non è stato lavoro semplice. E solo il grande dinamismo e la straordinaria capacità mediatrice di Sara Missori, non a caso scelta come Presidente del Comitato, hanno retto alle infinite, sottili ma presenti, spinte centrifughe che è normale emergano all'interno di una compagine tanto eterogenea.
Ed è questo il secondo, bellissimo, messaggio che da questo Comitato arriva alla città. Esiste una base comune sulla quale lavorare. Oltre le tante cose che ci differenziano, esiste la radice dalla quale proveniamo tutti. Quella dalla quale partire per costruire qualcosa di nuovo, e di importante, per questa città. E che questa radice sia, propriamente, la difesa della nostra Carta Costituzionale è messaggio profondamente simbolico. La radice non potrebbe essere più salda, più importante, più definitiva, più legante.
Anagni ce l'ha fatta, dicevamo.
Almeno per una volta, possiamo essere fieri di qualcosa che abbiamo fatto proprio noi. Senza la raccomandazione di nessuno. E per l'interesse di nessuno, ma proprio di tutti: la difesa della nostra Costituzione, che vuol dire anche difesa della nostra libertà e della nostra democrazia.
Almeno per una volta, possiamo essere davvero capitale.
Non ancora di cultura. Sicuramente di giustizia.

