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Sabato, 28 Marzo 2026
Anagni

Anagni. C'è vita oltre il Comitato? /2

L'esperienza del Comitato è già futuro? Proseguiamo la nostra indagine con l'intervento di Giuseppe Zagra, segretario del Partito Comunista Anagni
Di Giuseppe Zagra GIOVEDì, 03 SETTEMBRE 2026



Alla luce del risultato dell’ultimo Referendum, come Partito Comunista di Anagni ci sembra doveroso fare qualche riflessione.

Per quando riguarda la situazione locale, l’ottimo lavoro ha portato avanti risultati più che soddisfacenti arrivando a raggiungere 4869 persone che hanno condiviso la nostra passione. Ovviamente, il risultato che abbiamo davanti non può e non deve essere letto in modo superficiale o, peggio, strumentale. La vittoria del NO rappresenta un segnale importante, ma sarebbe un grave errore interpretarla come una ricomposizione automatica di un campo politico che, nei fatti, continua a essere profondamente diviso nei valori, nelle scelte e nella visione di società.

C’è una parte significativa di chi ha votato NO, (tra il 15 e il 20%), e in particolare tanti giovani, che non si riconoscono nei partiti esistenti, che non si sentono rappresentati e che esprimono un disagio politico e sociale profondo. Questo dato non può essere ignorato né, tantomeno, inglobato in maniera forzata dentro logiche di schieramento che hanno già dimostrato tutti i loro limiti.

Noi lo diciamo con chiarezza: l’unità non si costruisce sommando sigle o costruendo alleanze elettorali prive di contenuto. L’unità si costruisce sui temi, sui bisogni concreti delle persone, sulla difesa del lavoro, della sanità pubblica, della scuola, dei diritti sociali e civili. Senza questa base, ogni tentativo di ricomposizione è destinato a essere un “pasticcio” politico, lontano dalla vita reale delle persone.

Per questo, ribadiamo che esistono differenze profonde e non aggirabili. Non possiamo considerare parte di un progetto di sinistra chi sostiene politiche liberiste, chi ha contribuito allo smantellamento dei diritti del lavoro, chi continua a sostenere scelte di guerra (come l’invio di armi) o chi in Europa vota risoluzioni che mettono sullo stesso piano Comunismo e Nazismo, cancellando la storia e il ruolo decisivo dei comunisti nella lotta al Fascismo.

A chi ci dice che rappresentiamo “solo” il 2%, rispondiamo con orgoglio: questo 2% è fatto di coerenza, di radicamento sociale, di militanza reale. Non è un limite, ma una base da cui ripartire. Questo patrimonio noi lo mettiamo a disposizione di un confronto vero, aperto, trasparente, che parte però da punti chiari e non negoziabili con chi intende costituire una reale alternativa che non passa e non può passare da una semplice contrapposizione centrodestra / centrosinistra.

Siamo disponibili al dialogo, non alla rinuncia della nostra identità.

Siamo disponibili al confronto, ma non all’ambiguità.

Siamo disponibili a costruire, ma solo su basi solide: giustizia sociale, pace, lavoro, uguaglianza.

Se davvero si vuole ricostruire una Sinistra nel Paese, bisogna avere il coraggio di rompere con politiche che, anche per responsabilità di una finta Sinistra, hanno prodotto precarietà, disuguaglianza e sfiducia. 

È necessario tornare tra la gente, ascoltare, ricostruire legami, rimettere al centro chi oggi è escluso e dimenticato.

Noi ci siamo; da Comunisti, con coerenza, con determinazione, con la forza delle nostre idee.


Giuseppe Zagra
(segretario Partito Comunista Anagni)