Sponsor
Sponsor
Venerdì, 27 Marzo 2026
Anagni

Anagni. C'è vita oltre il Comitato? / 1

Il referendum è stato vinto, in Italia. Ad Anagni quasi. Ma, dopo un decennio di governi di ultradestre, il risultato appare quasi miracoloso. E questo miracolo appartiene in massima parte al Comitato per il NO, che ha saputo unire tante anime e sensibilità diverse. Abbiamo chiesto a Costantino Santovincenzo, segretario di Sinistra Italiana, se l'esperienza del Comitato può avere un futuro.
Di Costantino Santovincenzo VENERDì, 04 SETTEMBRE 2026



La recente sessione referendaria ha mostrato che ad Anagni non esiste solo il centrodestra. Infatti, sebbene qui abbiano paradossalmente vinto i SI - vuoi perché i cittadini avessero intenzione di tutelare la Carta Costituzionale, vuoi per il voto di protesta verso il Governo – c’è stato un recupero straordinario del fronte del NO, espressione del centrosinistra, che ha quasi raggiunto per numero di voti coloro che in Paese erano favorevoli alla riforma. 

Un centrosinistra non solo costituito dai Partiti, bensì anche da associazioni e semplici cittadini, che si sono impegnati nella estenuante campagna elettorale, sottraendo tempo al lavoro ed ai propri affetti. Il percorso è stato sfibrante, ma anche molto proficuo dal punto di vista politico ed umano. Ho, infatti, avuto modo di conoscere e di lavorare con persone con le quali mai, finora, avevo avuto modo di relazionarmi ed è stata un’esperienza preziosa sotto diversi punti di vista. 

Il Partito politico che rappresento sul territorio (Sinistra Italiana) desidera sicuramente che l’esperienza non rimanga una sporadica occasione di confronto e di lavoro solo per il Referendum, ma che questa continui ad essere praticata, compatibilmente con gli impegni presi con gli altri Partiti del centrosinistra locale.

Ricordo, infatti, che dopo essere stato designato Coordinatore di Circolo, Sinistra Italiana ha costituito, congiuntamente con i Circoli locali del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Possibile, un tavolo di confronto su tematiche comuni che deve continuare la propria attività politica. Tematiche particolarmente sensibili per il centrosinistra locale come, per citarne alcune, quello del reddito minimo garantito per i lavoratori comunali, della tutela dei beni che fanno parte del patrimonio del Comune ed, infine, la battaglia sulla sicurezza sul lavoro, quest’ultima portata avanti anche con l’aiuto della CGIL, che colgo l’occasione per ringraziare per il contributo.

Personalmente, vorrei senz’altro che questi temi fossero condivisi da più persone possibili, perché ad Anagni, ciò che occorre fare prima di tutto, non è vincere le elezioni, ma continuare a ricostruire il centrosinistra e la detta ricostruzione non può che ripartire dai valori e dai temi che il centrosinistra persegue a livello locale ma anche e, soprattutto, a livello nazionale. Solo quando ci saremo completamente riappropriati dei temi e dei valori che ci caratterizzano avremo la forza di scalzare l’attuale Amministrazione dagli scranni del Comune. 

Finora il confronto tra i Partiti è stato proficuo, anche se vi sono stati momenti di sconforto, soprattutto per il fatto che, non avendo Consiglieri comunali di riferimento, le iniziative cui abbiamo partecipato come Partiti non hanno avuto la risonanza e/o la rilevanza che avrebbero meritato. Mi riferisco, ad esempio, alla manifestazione per la Pace in Palestina che, nonostante la bontà dell’iniziativa ed il buon successo ottenuto, ha creato frizioni con altre compagini civiche che, invece, hanno addirittura preferito non promuoverla.

Nonostante ciò, vi è stata (e vi è ancora) la massima disponibilità a collaborare con chiunque voglia sposare le tematiche che stiamo portando avanti ad Anagni. Su questo voglio essere chiaro: non c’è alcuna remora a cooperare con coloro che si riconoscono nei nostri medesimi ideali e scopi che, peraltro, siamo disposti anche ad individuare, discutere e perseguire con chiunque. 

Qualora, ovviamente, vi sia la effettiva volontà di farlo perché, dopo oltre otto anni di Amministrazione Natalia, di lavoro da fare ce n’è davvero tanto! 

Un lavoro che, a mio giudizio, al momento non può essere perseguito in un sola sede, perché mentre con i Partiti vi sono stati quasi tre anni di reciproca collaborazione, con il gruppo del Comitato ci deve necessariamente essere un periodo di ambientamento reciproco e di condivisione di interessi ed idee. 

In definitiva, l’esperienza del Referendum può aver aperto la strada alla ricostruzione del centrosinistra cittadino, prima ancora che alla tutela della costituzione, solo e soltanto se vi saranno le medesime aspirazioni politiche con chi ne vuole far parte. Noi di Sinistra Italiana siamo sempre stati disponibili a confrontarci con tutti!


Costantino Santovincenzo
(segretario Sinistra Italiana Anagni)