
Se consideriamo qualsiasi tipo di conflitto, grande o piccolo (inclusi interventi militari, guerre non dichiarate, operazioni segrete e le lunghe guerre contro i Nativi Americani), vien fuori un risultato che non ci sorprende affatto: gli Stati Uniti sono stati coinvolti in operazioni militari per oltre il 90% della loro storia.
E' quasi impossibile trovare un periodo di pace assoluta, prolungata. Gli storici concordano su un unico, brevissimo, periodo specifico. Si tratta del quinquennio dal 1935 al 1940. E' il periodo consecutivo più lungo in cui gli Stati Uniti non sono stati coinvolti in alcun conflitto armato significativo. Ed è durato solamente 5 anni.
Inizia dalla fine delle Guerre della Banana, con il ritiro delle truppe americane da Haiti e dal Nicaragua, che mise fine a decenni di interventi militari in America latina. Ma si interruppe bruscamente il 7 dicembre 1941 con l'attacco giapponese di Pearl Harbor, che segnò l'ingresso degli USA nella II GM. Da quel momento, le forze armate statunitensi non si sono praticamente mai fermate.
Spesso si è portati a pensare che ci siano stati altri lunghi periodi di pace, ma guardando i dettagli storici emergono sempre dei conflitti, anche se di minore portata. Dalla guerra d'indipendenza, al conflitto con la Francia, alle guerre contro le tribù dei Nativi Americani. Passando per le la guerra civile e la guerra ispano-americana, ad ulteriori guerre indiane. Fino al secondo dopoguerra (dal 1945 ad oggi), che ingannevolmente viene identificato con l'espressione Pax Americana, perché non ci sono stati scontri diretti tra superpotenze. Tuttavia, questo è stato forse il periodo peggiore, perchè costellato da continui conflitti sparsi per il globo: Corea, Vietnam, Golfo, Afghanistan, Iraq, Iran. Inoltre sono innumerevoli gli interventi minori, che non hanno raggiunto neppure le prime pagine dei giornali.
Morale della favola? Su quasi 250 anni di storia, gli Stati Uniti hanno vissuto solo una quindicina di anni (non consecutivi) senza un soldato impegnato a sparare o bombardare da qualche parte nel mondo.
Quindi è proprio così: l'unica, vera, specialità degli yankees. Il loro mito eterno, quello che ricorre ossessivamente in tutta la loro cultura, è la guerra. La distruzione. Chiunque tu sia, ovunque tu viva, qualunque cosa tu abbia commesso oppure non commesso, prima o poi gli americans verranno a sganciare qualcosa sulla tua testa.
Noi invece siamo italiani. Siamo europei. E questa cultura di morte non ci appartiene. Non ci appartiene più. E vogliamo che non ci appartenga mai più.
L'arcivescovo di Chicago, Blaise Cupich, ha commentato così il video che potete vedere qui sotto, pubblicato dalla Casa Bianca, che sintetizza il senso della guerra degli yankees: «Disgusting. This is a terrifying representation. Our government is using the suffering of the Iranian people as a backdrop for our entertainment, as if it were just another piece of content to scroll through while waiting in line at the supermarket. Instead, it is a real war, with real death and real suffering, treated as if it were a video game».
«Disgustoso. Si tratta di una rappresentazione terrificante. Il nostro governo sta usando la sofferenza del popolo iraniano come sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse solo un altro contenuto da sfogliare mentre siamo in coda al supermercato. È invece una vera guerra, con vera morte e vera sofferenza, trattata come se fosse un videogioco».
E' questo che vorremmo sentir dire dalla donna, dalla madre, dalla cristiana Giorgia Meloni.

