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Lunedì, 02 Novembre 2026
Società

Un docente (ex) anagnino in carcere in Israele

L'abbiamo conosciuto e l'abbiamo apprezzato e stimato. E gli abbiamo voluto bene. E' passato anche da Anagni, Donato Ferdori, docente di filosofia, prima di trasferirsi ad Ostia. Un uomo mite. Pacifista convinto. Le autorità facciano il possibile per risolvere la sua situazione.
Di mm LUNEDì, 02 NOVEMBRE 2026
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Donato Ferdori è stato un docente qui, ad Anagni, e ce lo ricordiamo tutti per la sua competenza ed il suo rigore di studioso ed appassionato di filosofia. E' quindi con dolore che aderiamo alla richiesta di diffondere il messaggio di Assopace Palestina, ripreso anche da Marco Travaglio. Donato è attualmente prigioniero in Israele, e noi ci auguriamo che le autorità italiane facciano tutto il possibile per verificare le sue condizioni e garantire la sua integrità di uomo e di pacifista convinto.


Questo è il messaggio di Assopace Palestina:


Insegnante italiano detenuto nel carcere di Givon dopo aver rifiutato la deportazione, in seguito ad arresti di massa durante la raccolta delle olive palestinesi.

31 ottobre 2026, Palestina occupata. Donato Ferdori, un attivista italiano di 56 anni, rimane detenuto dalle forze di occupazione israeliane nel carcere di Givon dopo aver deciso di resistere alla deportazione. Era tra i 14 attivisti internazionali arrestati il 29 ottobre ad al-Lubban al-Gharbi, a nord-ovest di Ramallah, mentre accompagnavano gli agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive. Gli altri 13 attivisti, provenienti da Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania, Irlanda e Svezia, sono stati imbarcati su voli o sono in attesa della partenza.

Durante la detenzione, gli attivisti identificati come uomini sono stati ammanettati e incatenati alle caviglie, alcuni anche a coppie. Sono stati costretti a spogliarsi fino alla biancheria intima e perquisiti, sono stati confiscati i lacci delle scarpe e sono stati rinchiusi in una cella di massima sicurezza. Successivamente sono stati trasportati al centro di detenzione di Yahalom in catene.