
Mentre l'estrema destra governativa è assai impegnata, da una parte, a celebrare i successi degli azzurri nell'olimpiade nordista-leghista, e dall'altra ad esaltare la comicità(?) fondata sull'insulto becero di omosessuali e donne, appellandosi spudoratamente ad una 'libertà di parola' e di 'satira' che, evidentemente, non hanno la più pallida idea di cosa, esattamente, siano, gl'italiani che non vivono di Sanremo sono alle prese col non facile tentativo di sopravvivere.
Ad esempio: prendiamo i rider di Glovo. Ci chiediamo come abbiano fatto, finora, a tirare la carretta. Infatti un pm ha sentenziato che questi lavoratori hanno finora percepito una paga che è risultata essere quasi il 77% più bassa della soglia di povertà, e quasi l'82% più bassa rispetto alla contrattazione collettiva. Per questo motivo, il giudice ha chiesto per la Foodinho, società delivery di Glovo, il controllo giudiziario per capolarato. Che significa, in soldoni, che non sarà obbligata a chiudere: potrà continuare a lavorare, ma al consiglio d'azienda sarà aggiunto un consiglio del tribunale, col compito di risanare tutti i contratti e ripristinare la normalizzazione delle paghe.
Il giudice ha accertato che le somme percepite dai rider non garantiscono una «esistenza libera e dignitosa» come previsto dall’articolo 36 della Costituzione, ed ha scritto esplicitamente che l'amministratore unico della società ha impiegato «manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori». Manca ancora un passaggio formale per confermare il controllo giudiziario, che spetterà al gip, ma già così la fotografia dell'esistente è impietosa e devastante.
Il concetto di 'capolarato' si porta appresso l'idea, che credevamo definitivamente abolita, di schiavitù, e quindi di sfruttamento. Succede anche questo, nella nostra bella Italia che si appresta a celebrare l'ennesima inutilità canora. Ora appare più chiara la sostanza del governo di estrema destra che avete deciso di premiare. Ricordate? Si sono rifiutati di stabilire un salario minimo, come esiste in tutte le democrazie occidentali: «non ce n'è bisogno, perchè altrimenti i lavoratori sarebbero pagati di meno». In compenso già un paio di volte hanno tentato di infilare, nei voluminosi plichi della finanziaria, un provvedimento per sanare le aziende che pagano i lavoratori molto al di sotto di quanto dovuto, esentandole dalla compensazione salariale in caso di condanna. Che dite: riusciremo a ritrovarcela tra i piedi, l'ennesima norma a favore dei potenti e contro gl'interessi di chi lavora per davvero?
Viva l'Italia. Viva le olimpiadi. Viva Sanremo.
Ma, soprattutto, viva i martiri della libertà di satira.
@Ave@

