Complimenti. I dati Eurostat delineano un cambio di guardia nel Mediterraneo. La Spagna, un tempo considerata l'anello debole della periferia europea, sta assumendo il ruolo di locomotiva continentale, mostrando una resilienza strutturale assai superiore a quella italiana. Nonostante le affinità tra i due sistemi — entrambi imperniati su PMI, turismo e agricoltura — le traiettorie di crescita e benessere sociale stanno divergendo in modo netto.
1. Politica
Uno dei fattori chiave di questa discrepanza risiede nella continuità istituzionale. Tra il 2011 e il 2026, la Spagna ha alternato solo due leader alla guida del governo: Mariano Rajoy e Pedro Sánchez, garantendo una coerenza d'azione nonostante le differenze ideologiche. Nello stesso arco temporale, l'Italia ha visto l'avvicendarsi di sette Presidenti del Consiglio e otto esecutivi, una frammentazione che ha reso complessa l'attuazione di visioni politiche di lungo periodo.
2. Lavoro
Il divario più tangibile si registra nelle tasche dei cittadini. Nel 2024, per la prima volta, lo stipendio medio spagnolo (€ 33.700$) ha superato quello italiano (€ 33.523). Spagna: Grazie a riforme che hanno combinato flessibilità e stabilizzazione dei contratti, la disoccupazione è crollata di -10,1% dal 2016. Il potere d'acquisto dei salari reali è cresciuto +1,2% rispetto ai livelli pre-Covid.
Italia: Nonostante una riduzione della disoccupazione di -6,2%, il nuovo lavoro si è concentrato in settori a bassa produttività. Il risultato è un’erosione del potere d'acquisto pari a -8% rispetto al periodo precedente la pandemia.
3. Energia
La competitività spagnola è alimentata anche da una rivoluzione energetica iniziata nel 2018. Madrid ha aggiunto oltre 40 GW di capacità da fonti rinnovabili, riducendo drasticamente l'impatto del gas sulla formazione dei prezzi.
Nel 2025, il costo dell'energia all'ingrosso in Spagna è stato di 65 €/MWh, contro i ben 116 €/MWh registrati in Italia.
La dipendenza italiana dal gas influisce ancora sull'89% delle ore di formazione del prezzo elettrico, mentre in Spagna tale incidenza è scesa al 15%.
4. Capitale umano
La capacità di attrarre investimenti esteri evidenzia un altro scarto significativo: 304 miliardi di euro affluiti in Spagna nell'ultimo decennio contro i 191 miliardi dell'Italia. Questo dinamismo è supportato da:
1. Digitalizzazione: Un punteggio di 91/100 nei servizi digitali per le imprese (l'Italia è a 76,3).
2. Fisco: Un cuneo fiscale più leggero (41,45% contro il 45,8% italiano) e una maggiore stabilità normativa.
3. Giustizia: Tempi medi per le controversie civili di 3 anni, la metà rispetto ai 6 anni necessari nel sistema italiano.
5. Popolazione
Infine, la demografia riflette lo stato di salute dei due Paesi: nell'ultimo decennio, la popolazione residente in Spagna è aumentata di 3 milioni di unità, mentre l'Italia ha perso 1,7 milioni di abitanti, segno di una diversa capacità di gestione dei flussi migratori e di attrazione di lavoratori qualificati.

