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Venerdì, 08 Maggio 2026
Anagni

La migliore garanzia di Meloni? Il centrosinistra

Che fine ha fatto il centrosinistra? Dìteci la verità: volete ancora governare il paese? Meloni può stare tranquilla e dormire sonni tranquilli. Perchè il suo peggior nemico veglierà su di lei.
Di admin GIOVEDì, 03 SETTEMBRE 2026
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L'Italia è un paese meraviglioso. Andiamo avanti a paradossi, soprattutto in politica, senza il minimo imbarazzo. Sentite questo: l'attuale governo di estrema destra ha perso il referendum. E' stato travolto da scandali. E' grande amico dei peggiori banditi del pianeta. Non c'è un solo capitolo della vita dei cittadini che registri un effettivo miglioramento in virtù delle sue scelte. E sta pure calando vistosamente nei sondaggi, tant'è che si comincia a sospettare che, forse, la Meloni non l'abbiamo sentita arrivare, ma la sentiremo andar via. Eccome. 

Insomma: è impossibile non accorgersi che questo governo ha imboccato un senso unico, quello che lo riporterà direttamente a casa. Eppure, nonostante questa situazione concreta, ci sono tutti i segnali che potrà continuare a galleggiare fino alla sua naturale scadenza. In relativa tranquillità. Come mai?


La risposta è semplice e, per certi versi, disperante. La tranquillità del governo non sta tanto nell'assenza di tempeste interne, che anzi fa sempre più fatica a contenere. Quanto per la totale bonaccia che regna nei cantieri dell’opposizione. Più di un analista infatti è d'accordo nel restituire l'immagine di un centrosinistra fermo ad una specie di anno zero. Incartato intorno non ad un'alleanza, ma solo all'idea di un'alleanza, quella del cosiddetto campo largo, che sembra aver trovato nell'opposizione la sua comfort zone perfetta. E' da questa posizione, infatti, che riesce a lanciare grandi attacchi contro il governo, quasi esclusivamente di natura teorico-ideale, senza la benchè minima intenzione di assumersi la pesante responsabilità di prendere in mano le redini del paese. Per davvero.


E così il governo Meloni veleggia sereno verso primati storici di durata per un motivo semplicissimo: nessuno, tra i banchi della minoranza, ha davvero voglia di farlo cadere. Storicamente, l'Italia è il paese nel quale i governi, se e quando cadono, non sono tirati giù dalla spinta dell'opposizione, ma dal fuoco amico interno alla maggioranza (esempi famosi: Prodi, Berlusconi e Conte). Sarà forse per questo che, quando parla del proprio governo, la Meloni non dimentica mai di esaltarne la compattezza, l'unità, la ferrea condivisione operativa. Crediamo che, almeno in parte, abbia ragione: oggi le destre si tengono insieme in virtù del collante migliore che esista, in politica: la gestione del potere.


Al contrario l'opposizione, vivaddio, è frammentata. Tanto per cambiare. Ed è proprio l'assenza di un'alternativa credibile e pronta al voto a fare da deterrente alla caduta del governo. Se Meloni cadesse domani, la malinconica verità è che il centrosinistra si troverebbe impreparato, su tutto. Ed è la consapevolezza di questa impreparazione a costringere di fatto i leader dell'opposizione a preferire il mantenimento dello status quo.


Insomma l'analisi è semplice quanto impietosa: il centrosinistra non è pronto a governare. Perchè manca tutto. Manca un (una) candidato premier, manca un programma condiviso, manca una visione unitaria sulle scelte concrete circa le grandi questioni che siamo costretti ad affrontare. A partire dalla politica estera. Si fa presto a spernacchiare il bullo yankee, ed è anche divertente. Ma, in concreto: chiuderemo davvero le basi americane in Italia? E la prox volta che incontreremo Donnie, durante il suo intervento pubblico, faremo davvero come il grande Totò, che spernacchiò il generale tedesco durante il suo discorso al popolo? E l'Ucraina? Continueremo davvero a sostenerla? Ed i migranti, ai quali purtroppo si sommeranno anche tutti gli sfollati perseguitati, fuggenti da un medio oriente trasformato in inferno: li accoglieremo dove? Come? Ed Israele? Cancelleremo davvero ogni tipo di rapporto economico e diplomatico? 


Per non parlare della politica interna. Gli stipendi saranno davvero aumentati? Saranno almeno allineati all'inflazione? Come? Con quali risorse? Saranno riaperti gli ospedali vergognosamente chiusi? Saranno assunti medici ed infermieri? I nostri edifici scolastici saranno resi sicuri ed efficienti? E quanti magistrati saranno assunti? Quanto personale amministrativo nei tribunali e nelle procure? Come? Con quali soldi? Ed i territori devastati dall'incuria saranno assestati e messi in sicurezza? Con quali priorità? Con quali progetti?


Eppoi, naturalmente, il problema del leader. Schlein? Conte? Salis? Il federatore Bersani? Ma non solo: persino il problema di come arrivare a sceglierlo. Scontro a singolar tenzone? Sorteggio? Conclave con relativa dispersione di fumo bianco o nero? Ecco. Noialtri così siamo messi. Male. Mai come in questo momento l'estrema destra percepisce la concretezza del proprio fallimento. E mai come in questo momento appare non certo, ma almeno concretamente possibile la vittoria di chi a queste destre si è sempre opposto. Eppure, proprio adesso che dovrebbe maggiormente spingere sull'acceleratore, il centrosinistra viaggia col freno a mano tirato. Fare l'opposizione può essere bello, finanche esaltante. Ma se non si vuole fare la fine di Meloni, che oggi al governo fa e dice cose esattamente e perfettamente opposte a quelle che diceva quando era una free under dog, e poteva spararla altissima solo per farsi notare. Libera bella e senz'alcuna responsabilità. 


Ecco. Se non si vuole fare la stessa fine. E, soprattutto, se si ritiene di avere le capacità e le volontà e le passioni giuste per mettersi alla guida di questo paese. E lavorare responsabilmente per il bene pubblico. Sarebbe ora di cominciare ad assùmersela, qualche responsabilità. Sarebbe ora di iniziare a diffònderla, qualche idea concreta per risollevare l'Italia. Sarebbe ora di iniziare a scriverlo, il programma che sarà, insieme agli italiani, per gl'italiani. Perchè questo paese non ha bisogno del coniglio tirato fuori dal cilindro. Non ci servono under dog. Non abbiamo bisogno di outsider che avanzano col favore delle tenebre, e poi ci fanno Tana! Non possiamo più permetterci di giocare. Abbiamo solo bisogno di qualcuno capace, onesto. Responsabile. 


I tre passaggi obbligatori per arrivare alla fiducia degl'italiani.