Sponsor
Sponsor
Lunedì, 26 Ottobre 2026
Politica

Israele rivuole un futuro. Adesso

Mancano un paio di giorni al voto in Israele. La parola d’ordine è: «Akhshav», adesso. Cambiare governo adesso. Per ricominciare ad avere un futuro, ed una democrazia di pace.
Di mm LUNEDì, 02 NOVEMBRE 2026
Copertina Articolo


C’è un sentimento palpabile che attraversa le strade di Tel Aviv alla vigilia dell'appuntamento elettorale. E' la speranza, tenace e viscerale, che Benjamin Netanyahu perda queste elezioni e abbandoni definitivamente la guida del governo.


Questa speranza, che è anche attesa, è rappresentata simbolicamente dalla Piazza del Museo d’arte contemporanea, a Tel Aviv, ribattezzata ormai da tempo Piazza degli Ostaggi. Questa piazza è divenuta il simbolo dell'opposizione e del rifiuto verso l'attuale governo. Sono migliaia i cittadini si sono ritrovati qui, nella speranza che un nuovo futuro sia «Akhshav»: adesso, come urlano per farsi sentire dal destino. La richiesta più forte che rivolgono al futuro è quella di una commissione d’inchiesta indipendente che faccia piena luce sulle responsabilità del 7 ottobre, argomento che i familiari delle vittime e gli ex ostaggi hanno intenzione di ripetere anche dopo le elezioni, qualsiasi sia l'esito.


La società civile israeliana continua a pretendere trasparenza per il giorno più drammatico della sua storia recente. E non vuole solamente che Netanyahu perda le elezioni. Vuole che sia costretto a rivelare tutta la verità su quel giorno fatale. 

Per molti cittadini la priorità assoluta di queste elezioni è chiara: unire le forze, superare le fratture e voltare pagina. L'addio di Netanyahu viene visto da questa parte di Israele non solo come un cambio politico, ma come il primo, indispensabile passo per ricominciare a sperare in un futuro diverso. Martedì sera, con la chiusura delle urne, si saprà se questa speranza potrà finalmente concretizzarsi.


Adesso.