1.
A proposito della serie Come eravamo: in questi giorni, dopo il nuovo (o vecchio?) caso Minetti, sta girando anche il nuovo (o vecchio?) caso Dell'Utri. Insomma: il solito berlusconismo profondo che continua a circolare in questo paese. Che magari è mutato e s'è trasformato, ma certo non è scomparso. Mai come in questo momento riconosciamo validissima la frase che amano tanto le destre estreme: «Le radici profonde non muoiono mai». Appunto. Certe radici ce le ritroviamo sempre tra i piedi, nei secoli fedeli. E continuiamo ad inciamparci contro.
2.
Oggi a Dell'Utri si contesta di non aver dichiarato, come obbligatorio per un già condannato per mafia, l'acquisizione di risorse milionarie. Nella fattispecie: oltre 10 milioni di euro, donatigli da Silvio Berlusconi. Che in realtà di milioni gliene avrebbe donati oltre 42, ma anche nel mondo della giustizio esiste la svalutazione: si chiama prescrizione. Quindi, allo stato attuale, l'indagine riguarda poco più del 20% delle cifre milionarie passate di mano.
3.
Nelle carte della procura ci sono ipotesi da brivido. Questi soldi sarebbero «il prezzo del silenzio», ovverosia la ricompensa per aver Dell'Utri affrontato e subito la condanna carceraria senza aprire bocca, ossia senza coinvolgere nessun altro. Insomma: sarebbe il risarcimento per non aver fatto la spia, per non aver parlato. Fu condannato per «concorso esterno in associazione mafiosa», mica uno scherzo.
4.
Marcello Dell'Utri è stato il manager di Publitalia che ha accompagnato tutta l'evoluzione della Fininvest, la nascita di Forza Italia, la discesa in campo politico di Silvio Berlusconi. Il quale, nel 1996, ai giudici spiegava in questo modo il suo rapporto col manager: «Il rapporto esistente tra il dottor Dell’Utri e il sottoscritto è un rapporto di amicizia così profonda e c’è in me una considerazione tale nei suoi confronti per quello che lui ha fatto come fondatore e gestore poi di Publitalia che è sempre stato naturalmente remunerato alle condizioni di mercato, ma che ha lasciato e lascia in me una viva considerazione nei suoi confronti».
Marcello Dell’Utri è attualmente indagato anche nell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del 1993.

