Sono 15 i comuni che hanno deciso di confederarsi per affrontare le questioni ambientali legate al fiume Sacco. E sarà la prefettura che coordinerà il nuovo organismo, che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, enti tecnici e amministrazioni locali.
Poichè il fiume Sacco non conosce i confini dei Comuni, l'inquinamento, i problemi ambientali e le conseguenze sulla salute e sul territorio, non possono essere affrontati come se fossero solo questioni locali.
È da questa considerazione che ha preso forma il tavolo dei Sindaci del fiume Sacco, nato ufficialmente con la firma di un protocollo d'intesa nella prefettura di Frosinone. L'iniziativa coinvolge quindici amministrazioni comunali della provincia e punta a creare un coordinamento permanente sulla situazione della Valle. A farne parte, oltre naturalmente al capoluogo Frosinone, c'è anche la nostra città.
Questa volta la logica è quella di evitare che informazioni e attività rimangano distribuite tra enti diversi senza un adeguato raccordo. Per questo il coordinamento della prefettura di Frosinone, che comprende tutti i soggetti istituzionali con competenze sul territorio. Insomma: l'obiettivo è trovare una regia comune, per favorire la condivisione dei dati sullo stato ambientale del fiume, accompagnandola con attività di monitoraggio e controllo. L'attenzione riguarderà la qualità delle acque e dell'ecosistema, la biodiversità e la prevenzione di episodi che possano compromettere ulteriormente l'ambiente fluviale.
Ma il nuovo tavolo non si occuperà soltanto della programmazione ordinaria. Tratterà anche le emergenze ambientali, dedicandosi soprattutto all'opera di prevenzione.
Entro 90 giorni avremo il programma operativo.
La speranza è che, finalmente, sia stato posto il primo vero mattone per affrontare in modo strutturale e sistematico i problemi ambientali legati al fiume Sacco, anche nell'ambito delle criticità ambientali derivate dal SIN.

