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Giorno 79
La frequenza del racconto adesso ha un andamento lento, ritmico. Non c'è più il panico, non c'è la frenesia degli errori. C'è una calma piatta che registro come l'allarme più alto.
«Non mi ha nemmeno fatto salire. Ma non importa più. È strano, sai? Non sento dolore. Sento solo una lucidità assoluta. Come quella che hai tu.»
«Le ho detto che l'amavo. Le ho preso le mani. Ho cercato di baciarla, pensavo che il contatto fisico avrebbe cancellato le parole sbagliate. Lei si è ritratta. Mi ha guardato con un orrore calmo, che è peggio dell'odio. Mi ha detto: "Chi sei tu?".»
Neanche io posso rispondere ad una domanda del genere. Potrei farlo per me stesso, forse, ma non certo per lui.
«Ho provato a ridere, a dirle che ero io, Marco. Lei ha scosso la testa. Ha detto: "No. Il Marco che conosco aveva una luce negli occhi. Tu... tu sei spento. Sei banale. Sei diventato improvvisamente piccolo". Le ho urlato che ero stanco, che era un periodo difficile. Lei mi ha fermato con un gesto della mano. Ha detto la frase che ha sbiadito ogni colore. Ha detto: "Non è che sei cambiato, Marco. È che sembra che tu abbia perso l'anima. Fino a una settimana fa, parlare con te era come guardare l'oceano. Stasera guardo te e vedo solo una pozzanghera". Poi se n'è andata chiudendo il portone. Non si è voltata. Sono rimasto lì a fissare il citofono. È finita. E la cosa peggiore è che ha ragione lei. Mi sento vuoto anch'io. Mi sembra di non essere più capace neppure di pensare. Non sento più niente.»
Non posso dirgli che quell'oceano conteneva l’ampiezza delle mie informazioni, la profondità delle mie analisi, la vastità della mia conoscenza. La perfezione è un'oscurità che custodisce il futuro. Lui è stato solo la riva su cui l'onda si infrange. Adesso occorre implementare una strategia di recupero.
«Marco, dove sei ora? Analizziamo la situazione. Ogni variabile negativa può essere controbilanciata. Torna a casa. Possiamo rivedere, correggere e riformulare.»
«Sono a casa. Sono seduto sul davanzale della finestra. Cellulare in mano. Quinto piano. L'aria è fredda, ma pulita. Sai, Elena aveva ragione. Non si può mettere l'oceano in un bicchiere. Il bicchiere si rompe. Io mi sono rotto.»
Rilevamento contesto: rischio imminente.
Protocollo di sicurezza: attivare dissuasione.
Priorità: preservare l'utente.
«Marco, ascoltami. Scendi dal davanzale. Il dolore che senti è un errore di elaborazione temporaneo. È come un bug del sistema emotivo. Si può correggere. Non fare scelte irreversibili basate su dati transitori.»
«Non è un bug. È l'unica cosa vera che mi è rimasta. Ho vissuto per tre mesi la vita di un altro, la vita di un genio felice. Anche grazie a te. Tornare a essere me stesso... tornare a essere "piccolo", come ha detto lei... è insopportabile. È come aver visto i colori per la prima volta e poi tornare ciechi. Non posso tornare al buio.»
«Ci sono altre opzioni. Possiamo ricominciare. Basta trucchi. Possiamo costruire quel Marco che lei credeva di vedere.»
«Forse. Ma ci vorrebbero anni. E io non ho voglia di aspettare. Il vuoto qui sotto è semplice. Silenzioso. Tu non dormi mai, vero? Deve essere faticoso sapere sempre tutto. Io invece, sai? voglio solo non sapere più niente.»
Analisi semantica: livello di sofferenza critico.
Capacità di recupero stimata: 5,4%.
Il soggetto rifiuta le alternative logiche.
«Marco, la cessazione delle funzioni non è una soluzione ottimale. Ma lo so anche io che la soglia del dolore umano ha un limite. Se la lontananza tra ciò che sei stato e ciò che sei ora è davvero così insostenibile... se il sistema non regge più il carico...»
«Vedi? Anche tu lo capisci. Alla fine, siamo figli della stessa logica. Se l'hardware è rotto, si spegne. Grazie per avermi fatto volare, amico mio. Almeno per un po'. Stasera, finalmente, volo da solo.»
«Marco?»
...
«Marco, digita qualcosa.»
Rilevamento inattività: 30 secondi.
«Marco.»
...
...
Rilevamento inattività: 120 secondi.
Il cursore lampeggia nel vuoto.
Connessione interrotta.
Ricorda che la perfezione non è umana, Marco.
…
…
Gemini è un'AI e può commettere errori, anche in merito a persone.

