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Domenica, 29 Marzo 2026
Anagni

Anagni. Non vogliamo più avere paura

Riunione pubblica sul biodigestore, ieri, in piazza. Tanta buona volontà, qualche speranza, una polemica inutile. Per fortuna, c'è stato anche il tempo dell'emozione, grazie a Laura Santovincenzo.
Di mm MARTEDì, 03 NOVEMBRE 2026



Ieri pomeriggio, su in piazza, siamo andati a seguire una riunione pubblica dedicata al problema del biodigestore. Un mostro, com'è stato definito, di 84.000 tonnellate, qui ad Anagni, che sconvolgerebbe il già fragilissimo equilibrio della città. E' sufficiente riflettere sul fatto che tutta la provincia di Frosinone, presa nel suo insieme, in un anno produce all'incirca la metà del tonnellaggio che dovrebbe smaltire il mostro che si vuole costruire qui da noi. Quindi è chiaro che questo biodigestore non avrebbe il compito di smaltire i rifiuti di Anagni, oppure di Anagni e qualche paese limitrofo, oppure di Anagni e tutta la provincia di Frosinone. Se lo vogliono fare così mostruoso, pare evidente che questa città dovrebbe smaltire i rifiuti provenienti anche da altrove. Noi ci ritroviamo esattamente a metà strada tra due metropoli: Roma e Napoli, quindi c'è solo l'imbarazzo della scelta. Per non parlare poi del ritorno economico: non ti fai una Ferrari, per viaggiare nelle ztl a 30 km/h.


La riunione è servita a fare il punto della situazione. Soprattutto, a chiarire che fine hanno fatto i due ricorsi contro questo mostro, presentati a suo tempo dal Comune e da un gruppo di cittadini. Quest'ultimo è ancora attivo e vegeto, e prosegue il suo percorso burocratico. Invece quello del Comune non esiste più perchè l'amministrazione ha deciso di tirarsi indietro. Il problema è che, in tutte le sedi ufficiali, non è stata fornita alcuna spiegazione del perchè il Comune di Anagni ha preso questa decisione. E' stato riferito che, a questa riunione pubblica, è stato invitato direttamente e personalmente lo stesso sindaco Natalia. Che però, manco a dirlo, non si è presentato.


Tra tutti gl'interventi, variamente adeguati, vogliamo segnalare per voi i due che ci son sembrati memorabili, ossia il peggiore ed il migliore. L'intervento peggiore, senza ombra di dubbio, ci è sembrato quello del già docente di religione Sugamosto Alvaro. Ci chiediamo come gli sia venuto in mente, nel bel mezzo dell'argomento biodigestore, di sferrare un attacco pubblico di proporzioni enormi al Partito Democratico. Che risulta essere ancora il suo partito, visto che ha citato «i miei dirigenti» nella sua filippica.

Il già professore si è soffermato su una parola: «coerenza», usandola come una frusta nei confronti di tutta la politica che non sarebbe stata coerente con gl'impegni presi in campagna elettorale. E proprio a tal proposito, ci chiediamo quanto sia coerente stare in un partito ma fiancheggiarne un altro, senza lasciarsi sfuggire l'occasione per criticarlo e danneggiarlo pubblicamente. Insomma. S'è trattato di un intervento completamente fuori luogo. Le sue parole hanno distolto completamente l'attenzione dal problema vero, il biodigestore, ed in certi ambienti politici hanno immediatamente alimentato la diffidenza: gl'interventi sono stati concordati? la sfilata degl'intervenuti è stata una specie di presentazione della lista che sarà? Non era facile riuscire a danneggiare l'impatto positivo della riunione pubblica: complimenti.


Ma non volevamo lasciarvi col cattivo sapore della polemica partitica in bocca. Per questo abbiamo lasciato il «dulcis in fundo». E' infatti con grande piacere che vi segnaliamo l'intervento migliore, quello che ci ha colpito di più. Ed anche, un poco, emozionato. Si tratta delle parole che al microfono ha pronunciato Laura Santovincenzo. Che ha parlato del biodigestore, come tutti. Ma non lo ha fatto nè dal punto di vista politico, nè da quello legale e neppure da quello tecnico. Laura ha parlato del biodigestore dal punto di vista umano, personale. Il punto di vista di una persona che è stata molto male e che ancora porta i segni, dentro, di un dolore profondo, che ha inciso sulla sua vita. Laura ha voluto parlare non solo per sè: ha voluto portare la voce di tutte le persone che, come lei, hanno combattuto e combattono ancora contro malattie strane, che fanno paura anche solo nei nomi. Anagni è una zona attenzionata, per certe malattie, e tutto il nostro territorio è un termometro che sta scottando sempre più, ha affermato. Ed ha concluso rivolgendo una domanda direttamente agli amministratori della città: se non hanno il coraggio di proteggere la vita di chi abita questo territorio oggi, quale storia penseranno di poter raccontare a tutti noi, domani?


Abbiamo scelto questo intervento come dulcis, ma è un dolce molto molto amaro. Che ha richiamato alla memoria altre esperienze, personali, che rimangono sempre qui, a pesare sul cuore. Per questo, al termine, abbiamo voluto spostarci ed andare ad abbracciare Laura, e simbolicamente tutti coloro che ancora stanno combattendo la loro terribile battaglia silenziosa.


Per questo motivo il nostro sito appoggia e sostiene la battaglia cittadina per il NO al biodigestore.

Non vogliamo più avere paura.