Mancano appena due mesi alla festa del patrono San Magno e per gli anagnini più devoti al rito estivo è già iniziato il tradizionale “toto-cantante”. Almeno l'altro ieri, al mercato, questo argomento è uscito più di qualche volta. Chi sarà l’artista famoso che salirà sul palco? E soprattutto: i fuochi pirotecnici saranno all’altezza delle aspettative? Domande che ormai tengono sveglia la città più di qualsiasi dibattito amministrativo.
Nel frattempo, però, c’è chi aspetta altro.
Aspettiamo la conclusione dei lavori del nuovo mega parcheggio, quello che doveva essere completato entro il 30 giugno, data non casuale visto che coincide con la scadenza di importanti fondi del PNRR. Aspettiamo di capire se sarà inaugurato, completato o semplicemente rinviato al prossimo capitolo della lunga saga dell’attesa anagnina.
Aspettiamo il ripristino del monumento.
Aspettiamo il ripristino dell’area dove avrebbe dovuto sorgere la nuova area fitness. Un’opera annunciata con entusiasmo, avviata in un luogo che molti cittadini avevano fin da subito ritenuto poco idoneo, partita tra proclami e fotografie di rito e poi improvvisamente fermata. Oggi restano lavori incompiuti, degrado e incuria. Un monumento perfetto alla programmazione amministrativa degli ultimi anni: si inaugura l’idea, si apre il cantiere e poi si lascia tutto a metà. Anche qui, chissà quale manifesto realizzerebbe Taffo per raccontare una struttura mai nata e già abbandonata.
D’altronde siamo ormai all’ottavo anno dell’amministrazione Natalia. Otto anni. Un tempo sufficiente per costruire, programmare, realizzare e raccogliere risultati. E invece, se dovessimo elencare le promesse mantenute, potremmo contarle sulle dita di una mano. Anzi no, forse non riusciremmo a contarle affatto.
Aspettiamo la nuova ditta dei rifiuti.
Aspettiamo i lavori a Ponte del Mio Bello.
Aspettiamo il recupero dell’ex cinema.
Aspettiamo l’apertura di Casa Colacicchi.
Aspettiamo il riutilizzo dell’ ex scuola Vinciguerra.
Aspettiamo un parco al centro della città, che in realtà ci sarebbe ma diventerà un parcheggio.
Aspettiamo di rivedere lo splendore della Badia della Gloria.
Aspettiamo di capire che fine farà l’ex Polveriera.
Aspettiamo l’ospedale.
Aspettiamo, aspettiamo e ancora aspettiamo. Perché ad Anagni l’attesa non è più una fase temporanea: è diventata una filosofia amministrativa.
Ci raccontano una città efficiente, moderna, rinnovata. Eppure, la lista delle cose da fare é infinita. A guardare i cantieri fermi e le strade abbandonate, ha ancora ragione Bennato: l'efficienza di questa amministrazione è un'isola che non c'è.
E a proposito di isole. Già che ci siamo, aspettiamo anche quella ecologica.
Sara Missori, segretaria Possibile Anagni

