C'è questa collega di Roma, scuola media, che ha rischiato di essere uccisa. A coltellate, da un suo alunno di 13 anni. Già detta così verrebbe da piangere. Perchè una società ridotta in questo modo non sembrerebbe avere le forze, per salvarsi. Forse non lo meriterebbe neppure.
Sono state dette cose molto importanti. Abbiamo letto interventi belli, quasi artistici, davvero di qualità sopraffina. Non ci sentiamo di (ri)entrare troppo nel merito, perchè ognuno ha potuto trovare ciò di cui ha bisogno. L'indignazione, la furia, la vendetta, la pietà, la condanna. Quello che vorremmo provare a descrivere è quello che si vede da uno sguardo un po' più laterale.
Insomma abbiamo detto della collega di Roma. Che, di estrema destra, sul suo profilo social aveva Almirante ed Evola, e pubblicava frasi stentoree come: «...la società meticcia fa schifo...», ed altre che inneggiavano al concetto di remigrazione. Ci chiediamo: ammessa (e non concessa) la liceità di tali idee in generale, come si possono conciliare tali idee con il ruolo di docente, che invece presuppone (od almeno dovrebbe presupporre) una intransigente disponibilità all'accoglienza ed all'inclusione? E' possibile ottemperare agli obblighi costituzionali in classe, applicando i principi della multietnicità, e poi uscire dalla classe e pubblicare sui social pensieri tanto sprezzanti?
Ci viene il sospetto che questa collega sia stata accoltellata non da un ragazzino di 13 anni, bensì da un contesto nel quale siamo tutti nemici di tutti. Ad esclusione dei (pochissimi) veri amici, e dei parenti (e neanche tutti), ognuno di noi sembra essere circondato da nemici. Il ragazzino colpevole, nella sua ignorante immaturità, risulterebbe essere un appassionato di quelle ideologie di estrema destra che, riassumendo, disprezzano l'essere umano come tale, riconoscono in chiunque si frapponga, a qualsiasi motivo, sulla loro strada un nemico concreto, che può quindi essere eliminato anche fisicamente. Colpire per davvero il nemico, in questo contesto alterato, non è reato contro il buon senso, contro il codice penale e contro il diritto che ognuno di noi ha di essere rispettato per quello che è. Al contrario: è una specie di esame di maturità, un rito di passaggio che consente di guadagnare punti e medaglie all'interno di quel gruppo di appartenenza che, come il singolo individuo, è profondamente alterato.
Ma, ed è questo l'elemento che ci provoca il dolore più intenso, in quel brodo culturale di estrema destra, che ha mille percorsi diversi, ci stanno anche le parole della nostra collega. Così come ci stanno le parole del presidente del consiglio, che vuole frapporre una barriera ai bambini extracomunitari, così come ci stanno anche le parole del ministro degli esteri, che ha niente meno classificato le donne sulla base della lunghezza della loro gonna. Ci fermiamo qui, ma sapete bene che avremmo potuto continuare, purtroppo, all'infinito. E' un brodo di coltura nel quale si prepara una società dei confini, delle barriere, delle chiusure. Contraddicendo proprio la mentalità che ha permesso all'Europa di diventare quello che siamo, questo nuovo tipo di società disegnato dalle destre estreme vuole chiudere ciò che avevamo aperto; vuole cancellare diritti che avevamo garantito; vuole ricostruire muri che eravamo riusciti ad abbattere. Persino la sospensione di Schengen con la Spagna, inutile ed umiliante, rientra in questo quadro.
La sinistra deve, sicuramente, opporsi con fermezza a questa nuova limitazione della libertà e dei diritti. Ma deve anche lavorare culturalmente. Lo deve saper spiegare per bene che, ad esempio, gl'immigrati non sono la causa della chiusura degli ospedali. Che non c'entrano niente nè coi nostri stipendi dimmerd@, nè col prezzo dei carburanti che, tra poco, non saremo più in grado di acquistare.
Così come, cara collega alla quale auguro una prontissima e completa guarigione, i bambini extracomunitari non sono in alcun modo la ragione della crisi profonda nella quale è finita la scuola.
Quella stessa scuola nella quale un bambino di 13 anni, bianchissimo ed italianissimo, può decidere di farti fuori con un coltello acquistato online.
I bambini extracomunitari non c'entrano proprio niente in tutto questo. O forse si, in effetti. A pensarci bene, forse c'entrano eccome.
Magari ti possono salvare la vita.

