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Venerdì, 27 Febbraio 2026
Economia

L'età dell'oro colato. A picco

E' tutto oro quello che luccica? Le poche verità e le tante miserie nel discorso di Trump sullo stato dell'Unione.
Di mm VENERDì, 04 SETTEMBRE 2026


Trump ha spiccicato, la scorsa notte, il più lungo discorso sullo State of the Union (Stato dell'Unione) mai tenuto nella storia. E nelle battute iniziali ha pronunciato queste parole: «This july 4th, we will mark two and a half centuries of liberty and triumph, progress and freedom, in the most incredible and exceptional nation ever to exist on the face of the earth. And you've seen nothing yet. We're going to do better and better and better. This is the golden age of America». («Questo 4 luglio segneremo due secoli e mezzo di libertà e trionfo, progresso e libertà, nella nazione più incredibile ed eccezionale mai esistita sulla faccia della Terra. E non avete ancora visto niente. Andremo sempre meglio, sempre meglio e sempre meglio. Questa è l'età dell'oro dell'America».)

Poichè è stato un discorso dai toni trionfalistici, pensato per rilanciare la sua immagine in vista delle elezioni di metà mandato in un momento in cui i sondaggi mostrano un calo di popolarità, vogliamo anche noi iniziare da queste parole.

Ecco un'analisi dettagliata di alcune delle dichiarazioni più significative di Donnie, per confrontare la sua narrazione propagandistica coi dati economici reali, tratti dalle agenzie ufficiali di riferimento.

E' proprio vero che l'America sta vivendo «un'inversione di rotta epocale» («a turnaround for the ages») rispetto al passato?


Crescita Economica e PIL


Trump ha descritto l'economia americana come «ruggente» («roaring economy»), la più calda del mondo. Sostiene di aver ereditato un paese morto e di averlo trasformato in un successo senza precedenti. E' così in salute l'economia americana?

I numeri reali dicono una cosa diversa: l'economia yankee sta in effetti rallentando. Il PIL degli USA è cresciuto del 2,2% nel 2025. A noi può sembrare tanto, abituati come siamo allo zero virgola, ma nel 2024, sotto l'amministrazione Biden, il PIL americano aveva fatto registrare +2,8%. La cura-Trump, dunque, non sembrerebbe particolarmente brillante. Addirittura, nell'ultimo trimestre del 2025, la crescita è scesa a +1,4%, ben al di sotto delle previsioni governative. Gli USA non sono ancora in recessione, certo, ma non sono proprio questi i numeri sufficienti a definire l'economia americana ruggente. Se proprio di ruggito si vuole parlare, meglio scegliere un felino diverso dal leone. Un gattino sembra più appropriato.


Lavoro e Disoccupazione


Trump ha affermato che il numero degli occupati, negli states, è il più alto di tutta la storia americana, vantandosi di aver creato milioni di nuovi posti di lavoro. E' proprio così?

I numeri reali dicono, ahinoi, che il mercato del lavoro USA ha subito una brusca frenata. Nel corso di tutto il 2025 sono stati creati solo 181.000 posti di lavoro. Tanto per contestualizzare, questo è il dato più basso dal 2002 (se si escludono gli anni della recessione covid). Negli anni precedenti, la media era di 1,5 - 2,5 milioni di posti l'anno. Ed il tasso di disoccupazione è salito al 4,4% a gennaio 2026, in aumento rispetto ai minimi storici precedenti.


Inflazione e costo della vita


Trump ha detto che l'inflazione sta precipitandoplummeting»), ed ha fatto un esplicito riferimento al prezzo della benzina, che secondo lui è sceso sotto i 2,30 dollari al gallone nella maggior parte degli stati. Sarà vero?

Non proprio: i numeri reali parlano di una situazione assai meno idilliaca. È vero che l'inflazione è scesa rispetto a certi picchi del passato. A gennaio si è attestata al 2,4%. Tuttavia i prezzi non stanno scendendo: stanno solo salendo più lentamente. Ad esempio i costi di beni essenziali come elettricità (+6,3%), case (+3,4%) e cure mediche sono in costante aumento. L'esempio citato dal presidente sulla benzina, inoltre, si è rivelato un vero e proprio boomerang: il dato sui 2,30 dollari è completamente falso. Secondo i dati della AAA (l'associazione automobilistica USA), al momento del discorso presidenziale nessuno stato aveva una media sotto i 2,37 dollari, e nella stragrande maggioranza degli stati il prezzo è superiore a 2,95 dollari al gallone. Della serie: ehi, Donnie: quanto tempo è che non fai il pieno alla cadillac?


Stipendi e ricchezza delle famiglie


Trump ha anche sostenuto che i redditi individuali stanno salendo velocemente, e che le famiglie sono molto più ricche. Dunque tutto bene?

Purtroppo anche questo è falso: i numeri reali raccontano una storia ben diversa, e sulla pelle dei cittadini. La crescita dei salari è quasi ferma.

Il reddito reale (aggiustato per l'inflazione) è cresciuto solo dello 0,9% nel 2025, un calo netto rispetto alla crescita del 2,2% registrata nel 2024 (epoca Biden). La verità è che l'aumento del costo della vita sta erodendo i guadagni, motivo per cui tutti i sondaggi registrano che gli americani percepiscono l'economia come peggiore di quanto dicano i dati ufficiali.


Borsa e Investimenti


Trump ha celebrato i record di Wall Street e ha affermato di aver attratto 18.000 miliardi di dollari (18 trillion) di investimenti globali. Davvero?

Finalmente una verità. E' quasi così. I numeri reali confermano che l'indice Dow Jones ha superato i 50.000 punti e l'S&P 500 ha toccato i 7.000. I mercati finanziari stanno andando molto bene, arricchendo chi possiede azioni, ossia le fasce più alte della popolazione. Infine, per quanto riguarda gl'investimenti, la cifra di 18 trilioni è considerata grossolanamente esagerata. I dati della stessa Casa Bianca parlavano di 9,7 trilioni (che includono semplici promesse, non soldi reali), mentre gl'investimenti diretti esteri (reali) nel 2024 erano fermi a circa 151 miliardi. Della serie: anche Pinocchio, talvolta, è capace di dire una (mezza) verità.


E quindi?


Se la partita era propaganda vs. realtà, è finita 10-1. Solo la finanza, con gl'indici azionari, va molto bene e giustifica l'entusiasmo di Trump. Per tutto il resto, invece, l'economia reale è quasi in stagnazione. La creazione di posti di lavoro è quasi ferma, la crescita del PIL è bassa e i salari reali sono quasi piatti. 

Il risultato è, ahinoi, scontato: mentre Donnie dipinge un quadro di prosperità diffusa, i numeri mostrano che il 2025 è stato un anno di raffreddamento economico significativo rispetto al 2024.


Della serie: aridàteje Biden.