Una volta l’immaginario dell’infrazione stradale faceva molto rumore. Corrispondeva perfettamente al rombo cupo di una Ferrari Testarossa a Maranello. Il brivido della velocità era un eccesso che pochissimi potevano permettersi, compresa la divisa d'ordinanza con occhiali da sole a goccia. Trecento all’ora sulla corsia di sorpasso mentre i poveri rallentavano nella piazzola di sosta per far vomitare il bambino.
Dimenticate tutto. Oggi il crimine del nuovo millennio viaggia su cerchi da ventotto pollici, indossa pantaloni con la molletta sulla caviglia destra e profuma di pane fresco nel cestino anteriore. Adesso il vero pirata della strada non guida più un bolide rosso fiammante. Ma cavalca una bicicletta a pedalata assistita, truccata. E le forze dell’ordine sono pronte a colpire con l’arma definitiva: il bicivelox.
Nascosti tra i gerani ed i cespugli, ci sono i nuovi posti di blocco: «Favorisca i watt». La scena è degna del miglior neorealismo italico. Pomeriggio di sole, viale alberato. Due agenti della polizia locale mimetizzati dietro una fioriera comunale. Scrutano l’orizzonte con piglio da cacciatori. Poi, all'improvviso, eccolo qui: il ragionier Brambilla. Sessantatré anni, principio di sciatica. Una e-bike acquistata con gli incentivi comunali. E dopo frenetici consulti col medico condotto: aiuterà fegato, cuore, polmoni e forse pure qualcos'altro. Pedala con sospetta disinvoltura, forse già pensando a ricompense innominabili. Non suda. Non affanna. Sale il cavalcavia fischiettando «Azzurro». Troppo facile. Troppo veloce. Chi è pagato per sospettare compie il proprio dovere: sospetta. Anche perchè «che noia, cribbio».
La paletta si alza. Il fischietto provoca quell'affanno che mànco la salita. Il bicivelox lampeggia implacabile: 26,2 km/h con ausilio motore. Ben 1,2 chilometri orari oltre il limite concesso dal nuovissimo articolo 50 del codice della strada, che si occupa proprio del Brambilla. Fino a un secondo prima era un semplice velocipede. Ma adesso s'è appena trasfigurato in ciclomotore clandestino. Eppoi l'assicurazione? E la targa? Ed il casco integrale? Quanto costa una pedalata di troppo? 15.000 euri! E ci sta pure il sequestro del bolide.
Passare con un SUV da due tonnellate a ottanta all'ora davanti alle scuole elementari sarebbe costato qualche punto dalla patente ed una sgridata. Ma sfrecciare a ventisette all'ora con una dinamo potenziata porta a sentenza definitiva. E senza appello: criminale incallito. La prossima volta che sentite una brezza sul viso mentre pedalate verso il supermercato, frenate. La bancarotta è a un solo giro di pedale di distanza.
Rimaniamo nella fiduciosa attesa di vedere i pedovelox. Per passeggiatori con scarpe troppo performanti.

