È passato abbastanza tempo. Sul biodigestore di Via Capannaccio e sulla ex polveriera di Anagni abbiamo posto domande precise, documentate e circostanziate.
Domande alle quali, ancora oggi, l’Amministrazione comunale non ha dato risposte sufficienti.
Sul biodigestore di Via Capannaccio, i lavori sono stati avviati e successivamente sospesi con l’Ordinanza comunale n. 1 del 21 settembre, per carenze documentali che riguardano, tra le altre cose, gli aspetti sismici, antincendio, ambientali e progettuali.
Ma c’è un elemento che non può essere ignorato: già nel gennaio 2025 la pratica risultava dichiarata improcedibile dal Comune.
E allora la domanda è semplice:
COME SI È ARRIVATI DALL’IMPROCEDIBILITÀ DEL 2025 ALL’AVVIO DEI LAVORI NEL 2026?
Quali atti hanno consentito questo passaggio? Chi ha verificato la documentazione? E perché le carenze oggi contestate non sono state chiarite prima dell’avvio del cantiere?
Non stiamo chiedendo supposizioni. Stiamo chiedendo di conoscere gli atti, la sequenza delle decisioni e le responsabilità amministrative.
E poi c’è la ex polveriera, dove il Comune è dovuto intervenire sull’assegnazione alla società Free Energy, richiamando un “errore materiale di trasmissione” di parte della documentazione alla Commissione tecnica.
Due vicende diverse, ma con un elemento comune: documentazione, procedure e decisioni che hanno bisogno di essere spiegate ai cittadini.
Perché quando emergono carenze documentali, atti non trasmessi o procedure da chiarire, la risposta di un’Amministrazione non può essere il silenzio.
I cittadini hanno diritto di sapere:
🔴 Cosa è successo?
🔴 Quando è successo?
🔴 Quali uffici e quali atti sono coinvolti?
🔴 Come si è arrivati a queste situazioni?
🔴 Quali provvedimenti sono stati adottati per rimediare?
E su questioni così importanti per Anagni, ci aspettiamo che tutte le istituzioni e tutte le forze presenti in Consiglio comunale esercitino fino in fondo il proprio ruolo, chiedendo chiarezza e trasparenza.
Perché il silenzio non risolve i problemi.
Li rende ancora più urgenti.
Noi non arretriamo e continueremo a chiedere risposte sugli atti, sui fatti e sulle responsabilità, senza scorciatoie e senza pregiudizi.
Perché ciò che chiediamo non è altro che quello che ogni cittadino ha il diritto di pretendere:
VERITÀ. TRASPARENZA. RESPONSABILITÀ.
ANAGNI NON È UN AFFARE PRIVATO. ANAGNI È LA CITTÀ DI TUTTI.
PER QUESTO CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO DOVE FINALMENTE FORSE IL SINDACO RISPONDERÀ ALLE NOSTRE DOMANDE.
Sinistra italiana
Movimento 5 Stelle
Possibile Anagni
PD

