Abbiamo aspettato, pazientemente. Che passasse tutto il caravanserraglio del vittimismo ad orologeria. Quello che si attiva, automaticamente, non appena quello che hanno appena insultato decide che la misura è colma, e rispedisce al mittente. Tra l'altro, noi lo abbiamo fatto non solo entrando e rimanendo nel merito, ma ponendo un paio di domande molto specifiche. Non ci aspettavamo alcuna risposta, perchè di certi metodi abbiamo accumulato ampia esperienza, soprattutto da un paio d'anni a questa parte. Ma un barlume, suvvia, in nome dell'intraprendenza. Magari l'orgoglio. Macchè.
Il commentatore che s'è scandalizzato per un like, e che da quello è partito per l'ennesima crociata contro il centrosinistra, ed in difesa del quale sono intervenuti anche alcuni (ed alcune) che ci hanno capito meno di niente, è rimasto mestamente in silenzio. Dimostrando finalmente quella saggezza che gli era mancata nel post della crociata anti-sinistra. Non ha risposto a certe imbarazzanti contraddizioni delle quali gli abbiamo chiesto conto, e va bene. Ma purtroppo è rimasto silenzioso anche circa un altro, scandalosissimo, evento.
Se un like sotto la vignetta del celebre ex sindaco ha scatenato i suoi brividi politici, come mai una serie di dialoghi e di confronti tra lo stesso ex sindaco ed un consigliere di opposizione non lo hanno fatto sobbalzare sulla sedia? Perchè, evidentemente, anche la purezza dell'inquisizione è questione che riguarda gli uomini, e non certo gli dei. E gli uomini, si sa, sono mica tutti uguali. Ciò che per qualcuno è peccato e precipita direttamente all'inferno, per altri è virtù che spara dritta dritta in paradiso. E senza passare per il VIA! Evviva la purezza!
Ricordate cosa è stato scritto da chi è rimasto scandalizzato dal centrosinistra? Vi aiutiamo noi: «Succede, quindi, che invece della condanna pubblica, invece del dichiarato e necessario distacco da certe dinamiche e da certi personaggi squallidi e rovinosi, i partiti di centro-sinistra, e chi per loro, finiscono col consacrare, avallare, sostenere pubblicamente, un like alla volta, il marcio della politica anagnina. E il problema, poi, è che un like, o un commento buttato lì, finisce con l'avere una certa rilevanza, quando su tutto il resto vige il silenzio. Quando su tutto il resto c'è solo un grande vuoto». Capperi! Ad Anagni abbiamo un cultore della migliore oratoria ciceroniana, e non ce n'eravamo manco accorti!
L'anatema del commentatore contro il centrosinistra era stato scatenato da un semplice like. La «condanna pubblica», il «marcio», il «vuoto»: tutto questo incendio da un solo mi piace. Eppoi? Eppoi succede che il padrone di un gruppo civico ha intrattenuto, con lo stesso ex sindaco che aveva scatenato l'indignazione, un abbondante confronto dialettico. Per inciso: il gruppo civico è lo stesso ch'è intervenuto in massa a mettere in scena il vittimismo politico, che è la cifra più evidente dello spessore ideologico. Il confronto è stato pieno di «chiedo scusa, ma le pare, prego, prima lei, con tanto rispetto, senza offesa, complimenti». Insomma: sono mancati solo i «baci ai pupi» e gli auguri di buon Natale, per il resto c'era tutto. Ma, mirabile dictu!, tutta questa amabilità non ha scatenato, nell'autore del post scandalizzato, il minimo tentennamento. Neanche un brivido. Neppure un'indignazione, di quelle piccole piccole. Niente. Zero carbonella! Il like del segretario di SI gli è risultato un terremoto capace di «consacrare, avallare, sostenere pubblicamente, il marcio della politica anagnina». Invece, la corrispondenza di amorevoli sensi tra lo stesso ex sindaco ed il guru civico proprio niente! Acqua fresca, anzi: freschissima.
Il nostro punto di vista rimane ancorato alla coerenza, forse proprio perchè di sinistra. Così come riteniamo che chiunque sia libero di mettere un like a chi gli pare, crediamo che allo stesso modo chiunque sia libero di dialogare, e confrontarsi, con chi gli pare. Meglio ancora se all'interno di un perimetro di civiltà. Per noi non c'era scandalo prima. Non c'è scandalo adesso. Peccato, invece, che il commentatore sia stato vittima di uno sconvolgimento politico selettivo. Quello si, questo no.
E, già che ci siamo, approfittiamo ed invitiamo alla riflessione: non solo chi si è scandalizzato, ma tutti i cittadini. In particolar modo quei giovani che hanno desiderio di rimboccarsi le maniche, ma diffìdano dei partiti, ritenendoli contraddittori. Ebbene: sentite qua. L'ex sindaco, esponente storico della destra locale, che politicamente non ha (o, almeno, non dovrebbe) avere nulla a che vedere col gruppo civico in questione, ad un certo punto, durante il confronto carezzevole col capo civico, gli dice questo: «... è che anche oggi, come sempre, i tuoi strali e le tue invettive sono dirette ai tuoi omologhi di sinistra, col povero Costantino Santovincenzo in primis, seguito dal Pd partito che ti sostenne. [...]. Neanche una virgola invece sulla attuale maggioranza in una concezione politicamente strabica tutta tua dove sembri imbarazzato anche a nominarli. E così facevi nella scorsa consiliatura dove mi ricorda sempre il mio amico Valeriano Tascen che eri solito attaccare più i colleghi dell’opposizione che la maggioranza. [...]. Evito volontariamente ulteriori polemiche in ossequio a quanto illustrato perché a differenza vostra ho ben chiaro quali siano gli avversari».
Domandina: lo scandalizzato celeberrimo che ha scandagliato i social per andare a pizzicare l'enorme vergogna del mi piace del segretario di SI, ha per caso avuto modo di leggere con la dovuta attenzione queste parole? Alle quali, per la precisione, è doverosissimo notare che non è stata presentata alcuna opposizione? Non hanno avuto niente da ridire neppure sull'accusa di strabismo politico (che, per inciso, ci ha particolarmente divertito)! Il celebre ex sindaco ha notato, perchè è persona politicamente molto attenta, quello che, come centrosinistra, abbiamo dimostrato abbondantemente da tempo. Vale a dire questo: il consigliere civico di opposizione alle destre, eletto anche col determinante apporto dei voti del centrosinistra, ha dedicato molta più retorica propagandistica per massacrare i suoi (ex) alleati di centrosinistra, piuttosto che l'amministrazione di destra. A proposito di fatti, che dovrebbero valere un poco più dei like, ci pare. Per tutti: non solo per i giovani.
E' inutile che vi nascondiate, laggiù in fondo, tanto vi vediamo. Lo vediamo bene che anche a voi frullano per la testa certi pensierini. Che, tra l'altro, sono paradossalmente rinforzati tanto dagli scandali selettivi del commentatore, quanto dalla elegante discussione accompagnata da una bella cup of tea. Senza zucchero ma con una lacrima di latte, grazie.
Per questo sarebbe ora di domandarsi, finalmente.
Ad Anagni, di quale civismo parliamo?

