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Venerdì, 04 Settembre 2026
Politica

Achtung Dronen!

E' iniziata l'invasione? I Cosacchi bussano alle porte di Tannhäuser? All'armi, all'armi: son komunisti! Però all'orizzonte ci sta solo un drone di seconda mano, che non funziona. Che si sia perso?
Di mm VENERDì, 04 SETTEMBRE 2026
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Ma davvero la Russia ha attaccato la Germania?


Nel gioco dei rapporti internazionali, da sempre, riuscire a distinguere un'azione da una reazione, uno spionaggio da un controspionaggio, per finire magari ad un contro-controspionaggio, è impresa praticamente impossibile. E' un gioco di luci ed ombre, di mezze verità e semibugie che si intrecciano in modo a volte tortuoso ed imprevedibile, ma sempre con una logica. Il problema è che le logiche sono molteplici, e fanno i conti non solo con i destini delle nazioni e dell'umanità, ma anche, più prosaicamente, con quelli dei singoli. Che mai, a certi livelli, riescono a stare concentrati sul bene comune, sul futuro del mondo e blablabla. Al contrario, s'ingegnano per soddisfare desideri più o meno inconfessati: potere, denaro, vendetta.


Da quando Giulio Cesare ha brigato in Gallia per ottenere un mandato d'intervento, che doveva essere semplicemente protezione di un popolo alleato, e che si trasformò invece in spedizione di conquista totale, ne è passata tanta d'acqua sotto i ponti. Acqua che, oggi, con le mirabilia della tecnologia s'è intorbidata assai di più. Tanto che la semplice (si fa per dire!) informazione, diffusa o meno, vera o falsa, s'è trasformata in arma concreta. Si può fare guerra semplicemente spacciando certe informazioni sui social. Ed il lancio di certe notizie può fare più male del lancio di un missile. Che ne dite di Ceuta?


Un'altra caratteristica che, da sempre, accompagna i rapporti internazionali è quella che potremmo definire, usando espressione cara a noi italiani, della geometria variabile. Che è molto semplice da capire, per quanto delicatissima da maneggiare. Gli attori, e gl'interessi, sono così molteplici, frammentati, contrapposti, ed il contesto è talmente complesso ed articolato, che nessun alleato è davvero amico fino in fondo. Di conseguenza, nessun nemico rimarrà tale per sempre. Non è necessario evocare l'avvento di nuove ere geologiche: è sufficiente il cambio di un governo, la sostituzione di un presidente, il mutamento di un contesto lontano millanta miglia, per spostare gli equilibri di amicizia e collaborazione da una parte o dall'altra. Perchè possiamo anche rimanere cari amici, certo, finchè mi conviene.


Dunque è in questa prospettiva problematizzante che riformuliamo la domanda: davvero la Russia ha mandato un drone contro la Germania? Per quanto convinti che la Russia, sebbene non priva di qualche argomento a favore, sia da considerarsi a tutti gli effetti stato aggressore, e pertanto tifiamo per la sua sconfitta militare, ossia per il suo totale ritiro dal territorio ucraino, rimaniamo profondamente scettici su questa narrazione.


Il primo pensierino che ci è venuto in mente ha il sapore della tragicommedia: la Russia manifesta sempre più la sua reale incapacità di prendersi non solo l'intera Ucraina, ma persino la regione del Donbass, che ha occupato (molto) parzialmente, e che riesce a mantenere solo con estrema fatica. Tant'è che è costretta ad arruolare truppe variamente improbabili: si racconta di tagliagole ed ergastolani, di deportazioni in massa dalle periferie orientali dell'impero, di mercenari presi in prestito dalla Corea del Nord e da altre repubblichette ex sovietiche. Naturalmente non manca la popolazione maschile arruolabile, in Russia, anzi: ce n'è in abbondanza. Ma è fortissimamente carente la popolazione maschile disponibile ad arruolarsi per andare a sbattere la testa nella trincea ucraina. Dunque arruolamenti forzati esageratamente visibili rischierebbero di aumentare un malcontento ed un senso di ribellione che è sempre presente in Russia, e che ultimamente ha preso maggior vigore a causa delle difficoltà che i civili stanno iniziando a patire a causa proprio della guerra. Droni e missili ucraini che cadono sulle loro teste, incendi e devastazioni che distruggono paesi ed industrie, con conseguenti file chilometriche per riuscire a fare il pieno di benzina. Che un paese come la Russia, che campa (anche) grazie all'esportazione massiccia di gas e petrolio, sia costretto a razionare l'uso di gas e benzina, ed abbia iniziato addirittura ad importare gas e petrolio dall'estero, la dice assai lunga sull'andamento della guerra per la Russia e per tutto il popolo russo. E' sicuro che Putin non la sta perdendo, la guerra. Ma è certo che non la sta neppure vincendo.


Dunque ricominciamo: davvero la Russia ha attaccato deliberatamente la Germania? Con un singolo drone caduto su un aereo ucraino lì parcheggiato, rimbalzato sulla pista e non esploso per difetto meccanico? Noi immaginiamo la scena e ci viene da ridere: ricordate il pasticcioso Willy il coyote, destinato ad inseguire eternamente Beep Beep, senza poter sperare di acchiapparlo mai? Ecco. Lui era quello degli esplosivi che non esplodevano. O meglio: che esplodevano dopo, quando Beep Beep era già fuggito via. E, sempre, questi esplosivi scoppiavano proprio in faccia a lui, nel momento in cui si apprestava a verificare perchè non avesse funzionato la trappola. Il drone (russo?) inciampa su questo aereo, ci sbatte contro, poi finisce sulla pista e rimane lì, come un uccellino morto. Possiamo dire almeno che, a prescindere, pare proprio una figura di m@? Cribbio: ecco perchè non sono riusciti a prendersi neppure il Donbass!

Che poi, insomma: che modo sarebbe di attaccare la Germania? Proprio il tedesco Hitler, a suo tempo, ha mostrato il valore militare di una strategia efficace: la blitzkrieg. Poche chiacchiere: si ammassano truppe e mezzi e, quando meno te lo aspetti, boom. Ti vengo a dare uno schiaffo che ti tramortisce. Non ti do neppure il tempo di spegnere la moka sul fornello, che ti ritrovi un nuovo governo di occupazione, la tv che trasmette in tedesco ed i carri armati al citofono.

Siamo d'accordo: i tempi sono cambiati, ed oggi la guerra si fa in modo diverso. Ma insomma: che pena questo drone solitario, capitato quasi per caso, inutile come una tecnologia di seconda mano, che infatti non funziona mai. Può essere, questa cosa tanto miserabile, l'avanguardia dell'attacco all'occidente europeo?


L'avete capito: noi diffidiamo.


A maggior ragione per la relativa fretta con la quale la UE s'è catapultata a dire due cose che vanno a braccetto, e che sono l'una più terribile dell'altra. Numero uno: che quel drone dimostra la volontà della Russia di attaccare la UE. Numero due: che da questo intento criminale ci si può difendere solo spendendo, pardon: investendo millanta miliardi di euro per le armi. Un assist formidabile per tutte le economie europee, alle prese con le imminenti leggi di bilancio per il 2027. Non ci sembra per niente casuale, infatti, che la wonderwoman italica sia stata velocissima ad esprimere la propria solidarietà all'alleato tedesco. Come se noi fossimo davvero in grado di aiutare i tedeschi a difendersi da un eventuale, vero conflitto bellico! In realtà, la ben sbandierata solidarietà all'amica Germania serve per consolidare il regime e smorzare (almeno un pochino) la disperazione per una realtà quotidiana che ti rende miserabile anche se hai un lavoro regolare. Vedete che la Russia ci vuole invadere? Desiderate diventare russi? Non volete essere difesi? Allora dobbiamo produrre e comprare armi. Le scuole, gli ospedali, i trasporti, le pensioni, gli stipendi: tutto può aspettare, è chiaro, perchè un popolo sottomesso dai cosacchi perderebbe proprio tutto. Della serie «siam pronti alla morte / l'Italia chiamò».


E come volete presentarvi alla chiamata della patria?


Non certo con una fionda!